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martedì 19 giugno 2012

Rifondazione ancora con i pulizieri delle scuole ! Lavoratori affamati, scuole sporche e privati che banchettano. Ora Basta!

COMUNICATO STAMPA
Partito della Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra, Fed. CT.


Rifondazione Comunista denuncia le gravi irregolarità che ancora permangono nella gestione da parte delle ditte Dusman e Pfe del servizio di pulizia nelle scuole della provincia di Catania.
Dal mese di Gennaio infatti le citate ditte hanno arbitrariamente ridotto i servizi di pulizia mettendo a serio rischio l'igene dei nostri istituti e sacrificando i salari dei lavoratori.
Circa un mese fa nell'ennesimo tavolo prefettizio apprendavamo da documentazione ufficiale che erano presenti risorse sufficienti almeno per quattro ore di lavoro per ciascun dipendente, ad oggi in tanti lavorano un'ora al giorno con salari da fame, in modo da garantire un corretto servizio di pulizia ed una retribuzione decente per i lavoratori.
A seguito del citato incontro in Prefettura, al quale erano presenti oltre all'istituzione ospitante anche l'amministrazione provinciale, i sindacati e la Taske Force provinciale per il lavoro, veniva siglato un protocollo d'intesa in cui la ditta s'impegnava a garantire un taglio dei servizi non superiore aol 33% e quindi un minimo di orario di quattro ore al giorno per gli operai, tutti assunti a trenasei ore settimanali, ed un servizio di pulizia sufficiente per le scuole.
Ad oggi quell'accordo non è mai stato rispettato mortificando le aspettative dei lavoratori e lasciando le scuole prive di un adeguato servizio di pulizia nonostante le proteste di tantissimi dirigenti scolastici.
Denunciamo così il disarmante immobilismo delle istituzioni protagoniste che rimangono in silenzio mentre i lavoratori non riescono ad  arrivare a fine mese, le scuole non vengono adeguatamente pulite ed i privati continuano a saccheggiare risorse pubbliche, ed annuciamo la partecipazione di Rifondazione, che da sempre segue la vertenza, a tutte le iniziative di lotta che verranno intraprese dai lavoratori.


Pierpaolo Montalto Segretario Prov. PRC-FDS

domenica 11 marzo 2012

Ritardi e inefficienze : non partono i lavori a liceo “E.Majorana” di Scordia

Provincia regionale di Catania

Gruppo consiliare “Comunisti-Idv”

Ritardi e inefficienze : non partono i lavori a liceo “E.Majorana” di Scordia

La provincia di Catania ancora una volta mostra i propri limiti di intervento nel settore delle manutenzioni scolastiche. Il liceo “E.Majorana” di Scordia sembra una delle vittime preferite dell’amministrazioni Castiglione. Ormai sono anni che l’istituto aspetta i lavori di consolidamento strutturale di un muro di sostegno lungo il confine nord. Dalle informazioni in nostro possesso appare chiaro che i lavori subiranno ulteriori ritardi. Ricostruiamo questa vicenda di ordinaria inefficienza dell’ente provinciale.

Con la deliberazione della giunta provinciale n.172 del 26/5/2009 fù approvato un progetto per la realizzazione di lavori di manutenzione presso l’istituto in oggetto. Si trattava di determinare la tipologia e l’importo dei lavori per la messa in sicurezza del muro di sostegno. La ditta aggiudicataria dei lavori (14.000 euro) completò il proprio compito il 29/12/2009.

Determinata la tipologia dei lavori da eseguire, con la determina dirigenziale n 297 del 30/9/2010 venne affidato l’incarico per la progettazione esecutiva, importo previsto 100.000 euro. Gli uffici impiegarono “appena” nove mesi per affidare l’incarico al progettista.

Passano i mesi è spunta un nuovo atto amministrativo. Con la determina dirigenziale n110 del 10/3/2011 viene sostituito il progettista. Con la determina n.345 del 2/9/2011 viene sostituito il geologo che si occupava del progetto.

Passano gli anni, e del progetto esecutivo nessuna notizia. Con la determina dirigenziale n. 11 del 8/2/2012 viene prorogato fino a tutto il 31/12/2012 l’occupazione temporanea e d’urgenza di un area attigua al liceo “Majorana”, in quanto è in corso la redazione del progetto esecutivo di consolidamento del muro dissestato. Quindi, dopo “appena” 3 anni dall’inizio dell’iter burocratico per la realizzazione dei lavori, non esiste ancora il progetto esecutivo!

Ricordiamo che, redatto il progetto esecutivo, l’atto dovrà tornare in giunta provinciale e poi iniziare il lungo iter per la gara d’appalto, consegna dei lavori e realizzazione degli interventi. Possiamo benissimo affermare che, visti i ritardi accumulati dall’ente provinciale, potrebbero passare ancora parecchi mesi.

Davanti a vicende come questa, che peraltro sono all’ordine del giorno presso la provincia di Catania, il presidente Castiglione dovrebbe facilmente capire il perché i cittadini percepiscono le provincie come enti “inutili”.

Catania 6 Marzo 2011

Il consigliere provinciale

Valerio Marletta – Rifondazione Comunista fds

domenica 4 marzo 2012

Arrestato in “Iblis”, adesso Antonino Sangiorgi potrebbe essere reintegrato in Consiglio provinciale a Catania.

da ienesiciliane.it

A metà marzo previsto il reintegro in Consiglio provinciale a Catania di Antonino Sangiorgi. Arrestato in “Iblis” e -dopo dimissioni irregolari- di nuovo “alla carica” a Palazzo Minoriti


Di Iena Benanti

La legge formalmente glielo consente, ma l’opportunità politica consiglierebbe di fare altro. Eppure, Antonino Sangiorgi, arrestato con accuse gravi nel pocedimento “Iblis” su mafia, politica ed imprenditoria, tornerà in Consiglio provinciale, dove era stato eletto con l’Udc nel 2008. Con ogni probabilità l’ “evento” avverrà il 14 marzo prossimo. Ci saremo. Che spettacolo! Questo, purtroppo, è il “volto” ordinario della politica di casa nostra.

Sulla vicenda intervengono i consiglieri Valerio Marletta e Antonio Tomarchio del gruppo “Comunisti-Idv” alla Provincia Regionale di Catania, che commentano come segue: “Abbiamo ricevuto la comunicazione del prossimo reintegro nelle sue piene funzioni istituzionali del consigliere provinciale Antonino Sangiorgi. Probabilmente già nella seduta del consiglio provinciale del 14 marzo 2012 riprenderà il ‘suo’ posto tra i banchi di palazzo Minoriti. Sangiorgi, eletto nel 2008 nella lista Udc, ha subito un provvedimento di carcerazione preventiva il 3/11/2010 nell’ambito dell’inchiesta antimafia ‘Iblis’ della procura di Catania. Gravissime le accuse che furono mosse nei suoi confronti: partecipazione all’associazione mafiosa, estorsione aggravata in concorso e concussione. Nel novembre 2010 il consiglio provinciale di Catania, dopo comunicazione della Prefettura, votava la sospensione di Sangiorgi dal consiglio e si provvedeva alla sua sostituzione in seno al consiglio. In seguito lo stesso è stato rinviato a giudizio con la procedura del rito abbreviato. Nel dicembre 2011 è arrivata la richiesta di condanna a 8 anni e 8 mesi di reclusione. Peraltro la sentenza è prevista per il marzo 2012.”

Continuano Marletta e Tomarchio: ”Il 19 dicembre 2011 sono state protocollate presso gli uffici della provincia le dimissioni irrevocabili a firma di Antonino Sangiorgi. Pochi giorni dopo, il 24 Dicembre 2011, dopo 13 mesi di carcerazione preventiva, il giudice dell’udienza preliminare dott. Alfredo Gari revocava la misura cautelare e rimetteva in libertà il Sangiorgi. Nell’ordinanza di scarcerazione veniva peraltro ‘apprezzata’ la condotta processuale del detenuto e in particolare la ‘dismissione’ di ogni carica politica del detenuto. Il rapporto con il Consiglio provinciale sembrava ormai chiuso. Invece il 12 Gennaio 2012 veniva protocollata presso la Provincia una richiesta di reintegro di Sangiorgi nelle sue funzioni di consigliere provinciale. Nella richiesta dello studio legale Marletta si legge che: ‘le dimissioni di Sangiorgi sono da ritenersi inefficaci per la mancanza dei requisiti formali previsti dalla legge. Si specifica che le dimissioni devono essere presentate personalmente ed acquisite al protocollo dell’ente mediante identificazione del consigliere dimissionario a cura del soggetto ricevente’. Visto che le dimissioni non sono state presentate personalmente da Sangiorgi, ancora in carcere il 19/11/2011, sono da ritenersi inefficaci e quindi può rientrare in consiglio provinciale.”

Concludono i due consiglieri:”Da garantisti siamo fermamente convinti che debba vigere sempre la presunzione d’innocenza fino a quando non ci si trovi davanti ad una sentenza passata in giudicato, ma non possiamo non esprimere tutta la nostra preoccupazione e perplessità sull’opportunità politica del reintegro di Sangiorgi in Consiglio provinciale. Nei confronti di questo ‘uomo delle istituzioni’ pende una richiesta di condanna ad una pena di 8 anni per un ‘presunto’ reato associativo di stampo mafioso. Al di là delle questione formali, burocratiche e di escogitazioni forensi, pensiamo che debba essere ‘garantito’ in primis il decoro delle istituzioni sopra qualsiasi dubbio come richiamato dalla nostra costituzione repubblicana (Art. 54 “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”). A nostro avviso sarebbe pìù appropriato un provvedimento di sospensione del reintegro che garantisca da una parte i diritti di cittadino dell’imputato, ma anche la salvaguardia delle istituzioni. Le istituzioni devono sempre essere al di sopra di qualsiasi sospetto di possibili infiltrazioni di personaggi implicati con il potere mafioso. Chiediamo quindi un intervento delle autorità preposte.”

martedì 24 gennaio 2012

Provincia di Catania: mozione consiliare contro l'acquisto dei 135 cacciabombardieri

Provincia di Catania: mozione consiliare contro l'acquisto dei 135 cacciabombardieri

Premesso che:

il governo nazionale ha dirottato alcune risorse del fondo per lo sviluppo nel bilancio della Difesa per acquistare armi;

la cifra stanziata è di circa 18 miliardi di euro destinati alla produzione di 135 cacciabombardieri e 135 milioni di euro per l’acquisizione di unità navali della Fremm;

sono previsti ulteriori finanziamenti, per il 2012, per la produzione di 4 sommergibili, cacciabombardieri F 35 e delle due fregate Orizzonte per una spesa di circa 780 milioni di euro;

sarà finanziato il Progetto della mininaja “Vivi le forze armate”, per una spesa di 8 milioni e cinquecentomila euro;

tali scelte, operate dal precedente governo “Berlusconi”, sono state confermate dal governo presieduto da Mario Monti.


Considerato che:

l’attuale crisi economica sta facendo pagare un prezzo altissimo ai cittadini;

gli Enti Locali verranno ulteriormente penalizzati dalla riduzione dei trasferimenti che avranno come conseguenza una ulteriore diminuzione dei servizi e un peggioramento delle condizioni di vita;

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI CATANIA

considera improponibili queste spese;

esprime il proprio dissenso rispetto a tale scelta;

fa voti affinché questi fondi stanziati per le armi, strumenti di morte, possano essere viceversa destinati a salvaguardare le pensioni delle fasce sociali più deboli , il welfare e il settore agricolo e gli Enti Locali per garantire quei servizi sociali essenziali a rispondere ai bisogni primari dei cittadini.

IMPEGNA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

A far pervenire quanto deliberato al Presidente del Consiglio dei Ministri

Catania 23 Gennaio 2012

I consiglieri provinciali

Antonio Tomarchio - Comunisti Italiani - Fds

Valerio Marletta - Rifondazione Comunista - Fds

Giacomo Porrovecchio - Italia dei Valori

venerdì 13 gennaio 2012

Pubbliservizi Catania: interrogazione al presidente della Provincia Giuseppe Castiglione e all’assessore Filippo Gagliano

Interrogazione su “Pubbliservizi Spa” settore manutenzioni stradali

Premesso che:
nell’espletamento della nostra attività ispettiva siamo venuti a conoscenza di informazioni riguardanti presunte irregolarità nella gestione della “Pubbliservizi Spa”, società partecipata della Provincia Regionale di Catania.

Al fine di fugare tutte le voci diffuse nei giorni mesi scorsi su queste “presunte” irregolarità, si chiede di sapere se:

1)Corrisponde a verità che sono stati affidati lavori a ditte esterne, lavori effettuabili con personale e mezzi “interni”, affidati infrangendo quanto previsto dall’art.9 del contratto stipulato con la Provincia Regionale di Catania, il quale, vieta del tutto il nolo a caldo, specificando che i lavori debbano essere espletati da personale Pubbliservizi mostranti cartellino aziendale. In questo caso sono stati affidati i lavori “A CORPO”, quindi senza gara e utilizzando il criterio d’affidamento sulla “Conoscenza Personale”, riuscendo ad aggirare l’ostacolo art.9, facendo risultare “FORNITURA SCARRABILI”, anziché nolo a caldo, precisamente: “Mezzi e Maestranza”

2) Corrisponde a verità che le ditte prescelte sono sempre state due, che hanno effettuato lavori per oltre 800.000 euro nell’anno 2011. Risultano gonfiate le misurazioni fornite da queste Ditte ,a Pubbliservizi, nella richiesta dello spettante economico per i lavori eseguiti.

3)Corrisponde a verità che risultano mancanti del regolare documento di constatazione di fine lavori per le seguenti S.P. : S.P 25/1- S.P.33 – S.P.4/II – S. P. 14 – S.P 28/ I -S.P 56/II – S.P 74/II – S.P.. 116 Var – S.P.184-S.P.75, lavori effettuati dalle ditte esterne fiduciarie nel 2011.

4)Corrisponde a verità che risultano diverse anomalie, segnalate agli uffici competenti, sulle misurazioni, sulle scarificazioni delle sedi stradali, sull’utilizzo di materiale ecc fatturate dalle Ditte esterne alla Pubbliservizi che sarebbero non conformi ai lavori realmente effettuati.

5)Corrisponde a verità che il Direttore Tecnico della Pubbliservizi ha rilasciato in passato “DICHIARAZIONI DI CONFORMITA’”, inerenti lo spessore dell’asfalto per la pavimentazione stradale delle strade provinciali, il dosaggio del cemento e l’eventuale armatura in ferro, utilizzando la dichiarazione scritta senza mai fornire documentazione cartacea dei rilievi effettuati, quali carotaggi misurazione dosaggio etc., necessari alla redazione della Conformità. Ci risulta che la Provincia Regionale di Catania, ha sempre pagato le fatture senza mai pretendere documentazione completa.

6)Corrisponde a verità che alcuni lavori commissionati, e pagati dalla Provincia Regionale di Catania, ancora prima che venissero eseguiti, all’atto della costatazione posticipata di fine lavoro,sono risultati espletati in parte e/o in maniera non conforme, scaturendo uno “Storno su fattura”. Ci risulta infatti che i lavori eseguiti per il recente “GIRO CICLISTICO D’ITALIA”, hanno portato nelle casse di Pubbliservizi 350.000 € e alla costatazione di conformità risultò almeno il 35% del lavoro già pagato in meno,

7)In riferimento alle presunte anomalie di cui sopra il bilancio della partecipata dell’ Ente sia potenzialmente viziato determinando cosi coerenze o incoerenze “forzate” con i parametri imposti dalla normativa vigente.

Corrisponde a verità che è stata acquistata per 110.000 euro il macchinario denominato “Tappabuchi, fortemente voluto dalla Pubbliservizi, inutile alle tipologie di lavoro da effettuare, guasto sin dall’acquisto, oggi parcheggiato in una sorta di parco demolizione. Qualora la notizia risultasse veritiera, ci chiediamo il perché è stato ritenuto utile e opportuno l’acquisto del suddetto macchinario.

venerdì 23 dicembre 2011

Lavoratori licenziati dall'istituto Bellini : politica e clientele nel disprezzo del contratto collettivo dei lavoratori

Provincia regionale di Catania
Gruppo consiliare "Comunisti-Idv"

Lavoratori licenziati dall'istituto Bellini : politica e clientele nel disprezzo del contratto collettivo dei lavoratori

I consiglieri provinciali Valerio Marletta e Antonio Tomarchio esprimono massima solidarietà agli 11 ex lavoratori dell'Istituto musicale "V.Bellini" che da stamani occupano l'aula consiliare della provincia di Catania. Il loro licenziamento è il frutto di manovre di palazzo, e rappresenta la prova più inquietante della diffusione delle pratiche clientelari più becere. Infatti non solo non è stato garantito il passaggio degli 11 lavoratori dalla Pubbliservizi Spa alla nuova società aggiudicatrice dell'appalto (Maxiclean) in violazione dell’art. 4 del CCNL(contratto nazionale di lavoro), ma sono stati invece "sostituiti" da personale vicino alle istituzioni catanesi. Quali sono stati i criteri per l'assunzione di questi 11 nuovi lavoratori? La Maxiclean ha fatto ricorso ad una società interinale o altro? Come spesso accade in questi casi i criteri sono: la parentele strette ai consiglieri provinciali o comunali, l'appartenza alle correnti poliche vicino al centrodestra, la "protezione" di qualche pesce grosso delle anziende partecipate (Pubbliservizi) ecc. Il clientelismo che si fà sistema!

Tutto ciò è inaccettabile e privo di qualsiasi giustificazione. Non solo non si rispettano le leggi che regolano il mondo del lavoro, ma si coglie al volo l'occasione per alimentare un sistema di potere che occupa ormai da anni le istituzioni catanesi. Le stesse istituzioni,che dovrebbero garantire la trasparenza, si prestano a queste operazioni indegne. Ricordiamo che l'Istituto musicale "V. Bellini" è un ente pubblico e come tale rappresenta un patrimonio per la collettività. Come spesso accade a Catania, questa importante istituzione culturale è stata occupata dalla politica. Basti vedere i personaggi coinvolti nella gestione amministrativa di questo ente pubblico. L'istituto è governato da un consiglio di amministrazione formato in gran parte da membri "nominati" dalla politica. Tra gli altri ricordiamo che il Presidente è l'ex Senatore prof.Guido Ziccone, illustre avvocato di Raffaele Lombardo, il direttore amministrativo è Francesco Bruno, già ragioniere del comune di Catania e della provincia, peraltro condannato in primo grado per abuso di ufficio e tuttora sotto processo per truffa aggravata e continuata, e infine il "nominato" dalla provincia è il prof. Mario Cantarella, già in passato sindaco An/Pdl del comune di Biancavilla.

L'attualità ripropone quindi il problema del controllo dell'attività amministrativa degli enti pubblici e degli enti partecipati. Un sistema marcio che serve a garantire l'occupazione di posti di sottogoverno che alimentano il controllo del "potere" che ha permesso per lunghi anni al centrodestra catanese di governare le istituzioni. Tutto questo diventa inaccettabile quando avviene nel disprezzo delle leggi e della dignità dei lavoratori.

Chiediamo con forza all’Istituto Musicale Bellini la revoca del contratto d’affido dei lavori per il mancato rispetto degli accordi presi in violazione dell’art. 4 del CCNL. Chiediamo che siano ristabiliti i principi di legalità che tutelano il passaggio dei lavoratori nel cambio di appalto. Pretendiamo che tutto avvenga secondo le leggi e non secondo gli interessi di "bottega" che hanno contraddistinto il grande sistema clientelare catanese.



Catania 22/12/2011
I consiglieri provinciali
Valerio Marletta - Rifondazione Comunista - Fed. della Sinistra
Antonio Tomarchio - Comunisti Italiani - Fed. della Sinistra

lunedì 5 dicembre 2011

La protesta degli studenti palagonesi: POLIVALENTE SUBITO!

Palagonia: serve una scuola «unica» per tutti i corsi

«Un'utenza scolastica in crescita merita strutture adeguate, moderne e sicure»: sono approdate agli uffici della Provincia regionale di Catania, durante un sit-in di protesta, le rivendicazioni di un centinaio di studenti di Palagonia, che hanno sollecitato la costruzione di un edificio polivalente. Da circa un decennio, dopo la conquista di vari indirizzi e livelli di autonomia, rimane in stand-by il programma di realizzazione di un nuovo plesso scolastico, che dovrebbe riunire diversi corsi statali (economici-aziendali e liceali) per l'istruzione superiore. Una delegazione di studenti è stata ricevuta dall'assessore provinciale all'Edilizia scolastica e alla Pubblica istruzione, Salvatore Licciardello, che ha assicurato un approfondimento della vicenda presso l'Ufficio tecnico provinciale. Secondo il rappresentante d'istituto, Walter Zapparrata, l'incontro ha avuto un proficuo epilogo: «Il prossimo 9 gennaio - ha detto - saranno definitivamente chiariti gli aspetti controversi e oscuri della vicenda. Resta da sciogliere soprattutto il nodo del finanziamento dell'opera e delle modalità di erogazione delle risorse. Non è escluso, comunque, l'avvio di una mobilitazione studentesca più radicale».
Appoggi alle istanze dei ragazzi sono stati garantiti dal presidente della commissione provinciale alla Pubblica istruzione, Marco Luca, nonché dal consigliere provinciale Valerio Marletta, che ha ricordato «il voto del consesso di Palazzo Minoriti, che nel dicembre 2010 si è espresso favorevolmente all'avvio degli interventi edili, impegnando la Giunta a reperire circa 6 milioni di euro per l'esecuzione dei lavori». Solidarietà alla popolazione scolastica è stata espressa, infine, dal circolo palagonese di Rifondazione comunista: «Le proteste degli studenti sono legittime. A queste rimostranze daremo ogni apporto possibile presso le sedi competenti».
LUCIO GAMBERA

da lasicilia.it

mercoledì 30 novembre 2011

Istituto Alberghiero San Michele di Ganzaria: la provincia finanzia i lavori di manutenzione straordinaria

Provincia regionale di Catania

Gruppo consiliare "Comunisti- Idv"

Si farà la manutenzione straordinaria all'Ipssar di San Michele di Ganzaria

Nella seduta di giunta del 28 Ottobre 2011 l'amministrazione provinciale di Catania ha deliberato lo stanziamento di 100.000 euro per la realizzazione di lavori di manutenzione straordinaria da realizzare all'Ipssar di San Michele di Ganzaria. L'importo prevede la realizzazione dei seguenti interventi:

1) La recinzione esterna in questo momento assente.

2) Coperture in policarbonato per tamponare le infiltrazioni.

3) Manutenzioni delle pareti interne dell'istituto.

Le condizioni precarie dell'istituto sono state oggetto nei mesi scorsi di mie interrogazioni consiliari, di sedute della commissione provinciale "Edilizia scolastica" e di un lungo confronto con gli uffici competenti della provincia di Catania. Inoltre gli studenti avevano più volte manifestato i crescenti disagi provocati dalla mancanza di seri interventi manutentivi.

Accolgo con grande soddisfazione lo stanziamento dei fondi e mi auguro che si attivino da subito le procedure burocatiche per la realizzazzione in tempi celeri dei lavori previsti. Bisogna garantire agli studenti, al corpo docente e al personale tecnico-amministrativo scolastico lo svolgimento della normale attività didattica in una struttura adeguata alle normative vigenti sulla sicurezza.

Catania 22 Novembre 2011

Il consigliere provinciale

Valerio Marletta - Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra

martedì 29 novembre 2011

Scandalo “al pistacchio”: un fiume di euro dalla Provincia di Catania al comune di Bronte.

di Marco Benanti da ienesiciliane.it

Il comune di Bronte dal 2008 al 2011 ha ricevuto quasi 500.000 euro di contributi dalla provincia di Catania. La denuncia del gruppo consiliare alla Provincia Regionale di Catania “Comunisti-Idv”. Un modello di governo “formato famiglia”?Tutto normale oppure un clamoroso caso che chiama in causa il Presidente della Provincia Giuseppe Castiglione e suo suocero il senatore-sindaco Pino Firrarello? I consiglieri provinciali Valerio Marletta (Rifondazione Comunista) e Antonio Tomarchio (Comunisti Italiani) denunciano quello che sembra a tutti gli effetti un vero e proprio scandalo.

Ecco il testo che riportiamo che sintetizza i dati e il senso di una ricerca che farà sicuramente discutere e che, comunque, rappresenta un duro “atto d’accusa” contro un modo di gestire la cosa pubblica.

“Il gruppo consiliare “Comunisti-Idv” ha effettuato una ricerca dettagliata sui contributi erogati dalla provincia di Catania al comune di Bronte nei primi tre anni dell’amministrazione Castiglione. Dalle delle delibere di giunta e dalle determine di spesa emerge che circa 480.000 euro di fondi pubblici sono stati impegnati per sostenere attività legate al “Pistacchio di Bronte”, ad attività sportive e culturali, spettacoli e progetti formativi. Una cifra enorme se confrontata con i contributi erogati ai restanti 57 comuni del territorio della provincia di Catania.

Dagli atti pubblici in nostro possesso si evidenziano finanziamenti di 150.000 euro per la “Vetrina permanente del Pistacchio”, finanziamenti per decine di migliaia di euro per l’annuale “Sagra del Pistacchio”, finanziamenti onerosi per l’estate e il Natale brontese, concerti, teatro, una partita di calcio costata 23.000 euro, gli immancabili finanziamenti alle associazioni “culturali” locali e per finire in bellezza 20.000 euro per l’acquisto delle panche della chiesa di Santa Maria. Non si fanno mancare niente a Bronte!”
Continuano Marletta e Tomarchio: “una cittadina di 19.000 abitanti diventa centrale per l’intervento economico della provincia di Catania. Senza voler sminuire la produzione del Pistacchio e la fervida attività socio cultura della ridente cittadina brontese, pensiamo che le ragioni di un così importante intervento economico vadano ricercate negli uffici dell’anagrafe cittadina. Ricordiamo che Bronte ha dato i natali al presidente della provincia On. Giuseppe Castiglione e ed è governata dal suocero-sindaco Sen. Giuseppe Firrarello. Si può dire che resta tutto in famiglia!

Comprendiamo l’attaccamento del presidente Castiglione al suo paese, ma questa vicenda non può non considerarsi un palese conflitto di interessi. Quasi 500.000 euro per un comune, che tra i tanti pregi, possiede quello di aver dato i natali a gente che “conta”. In un periodo di forte crisi economica e di tagli agli enti locali, la provincia ha aumentato in maniera spropositata i finanziamenti per il comune di Bronte da quando l’amministrazione Castiglione si è insediato nel 2008.”
Concludono i due consiglieri provinciali: “la provincia di Catania è composta da ben 58 comuni. Nessuno di questi comuni ha ricevuto contributi economici che si avvicinino minimamente alla cifra impegnata per Bronte. Neanche comuni che hanno popolazione ben al di sopra delle 20.000 anime brontesi. Uno squilibrio inaccettabile per un ente pubblico come la provincia.

Le istituzioni non sono “cosa personale” di una famiglia. La provincia di Catania non è un feudo della città di Bronte! Le istituzioni devono garantire massima trasparenza nell’elargizione dei contributi economici. L’amministrazione provinciale dovrebbe garantire equità nel sostegno delle attività produttive del nostro territorio. Dovrebbe sostenere e garantire la qualità dei progetti culturali, cosi come la socialità dei progetti sportivi e formativi”.

Noi di “IeneSicule” pubblichiamo tutti gli atti in un unico allegato … buon pistacchio a tutti!

DELIBERE-DETERMINE-SPESE_PROVINCIA-CT_COMUNE-BRONTE

(Formato file *.pdf – dimensioni 3,41MB)

domenica 30 ottobre 2011

Facciamo i nostri migliori auguri a Nino Strano - neo Senatore della repubblica italiana.

Partito della Rifondazione Comunita - Federazione della Sinistra

Federazione di Catania

Oggetto: sulla prossima nomina di Nino Strano a Senatore

Dopo la scelta del sindaco Stancanelli di rimanere alla guida della citta di Catania, Nino Strano prenderà il suo posto tra gli scranni del Senato della repubblica italiana. In una intervista pubblicata oggi sul quotidiano "La Sicilia" , Nino Strano afferma che molti, sbagliando, lo ricordano solo come colui che mangio la famosa "mortadella" alla camera dei deputati dopo la mancata fiducia al governo Prodi nel 2008. Al di là delle tristi cadute di stile alle quali ci ha abbondantemente abituato, noi lo ricordiamo purtroppo per le condanne penali ricevute per motivi legati alle sue funzioni di amministratore pubblico della città di Catania.

Ricordiamo infatti che nel maggio 2008 viene condannato in primo grado a due anni e due mesi di reclusione dal Tribunale di Catania insieme al sindaco Scapagnini e ad altri cinque assessori della giunta catanese per abuso d'ufficio e violazione della legge elettorale. Peraltro è in corso in appello il procedimento di secondo grado.

Il 10 ottobre 2011, il giudice monocratico del Tribunale di Catania lo ha condannato, in primo grado, insieme ad altri sei ex assessori a due anni e tre mesi di reclusione (Filippo Drago, Stefania Gulino, Mimmo Rotella, Salvatore Santamaria, Mario De Felice e Giuseppe Zappalà), per il reato di falso in bilancio. Strano è stato anche dichiarato interdetto dai pubblici ufficii per una durata pari a quella della pena principale.

Coscienti che siederà in un parlamento dove i condannati per reati inerenti l'attiva istituzionali sono decine e decine, facciamo i nostri migliori auguri al neo Senatore della repubblica italiana.

Catania 30 Ottobre 2011

Pierpaolo Montalto - segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista - Fds

Valerio Marletta - Consigliere provinciale Rifondazione Comunista - Fds

martedì 18 ottobre 2011

Mozione di sfiducia all'assessore provinciale Domenico Rotella, work in progress

Nella seduta di Consiglio Provinciale di ieri 17 Ottobre un consigliere della maggioranza ha impedito

la trattazione immediata della mozione , sul ritiro della delega assessoriale a Domenico Rotella,

presentata dai consiglieri provinciali : Antonio Tomarchio , Valerio Marletta, Giacomo Porrovecchio, Salvatore Valenti.

I componenti del gruppo Comunisti IDV: Antonio Tomarchio , Valerio Marletta, Giacomo Porrovecchio, hanno per protesta abbandonato l?aula e anzichè depositare la mozione che sarebbe stata messa in coda allordine del giorno già fissato , i consiglieri riproporranno la trattazione immediata della mozione al prossimo consiglio provinciale, auspicando che il centro desta vorrà confrontarsi su sulla questione in argomento.

Mozione del consiglio provinciale di Catania:

ritiro delega assessoriale a Domenico Rotella


Premesso che:

lunedì 10 Ottobre 2011 il giudice monocratico della prima sezione del tribunale di Catania ha emesso la sentenza di primo grado del processo per il cosiddetto “buco di bilancio” . L'ex sindaco Scapagnini ,ex dirigenti, ex assessori comunali sono stati a condannati a pene superiori a due anni di reclusioni per falso ideologico. Il Tribunale ha dichiarato, inoltre, tutti gli imputati interdetti dai pubblici uffici per una durata pari a quella della pena principale a ciascuno inflitta e li ha condannati al pagamento delle spese processuali.

Domenico Rotella, condannato a due anni e tre mesi di reclusione, oggi detiene la carica di assessore alle politiche dell'ambiente e del territorio, politiche Energetiche, polizia provinciale, caccia, rapporti con Sigonella in seno all'amministrazione provinciale di Catania.

Non è tra i compiti istituzionali di questo consesso trasformarsi in un organo giudiziario, rispettosi della nostra costituzione repubblicana (art. 27) che prevede la presunzione di non colpevolezza prima dei tre gradi di giudizio.

Comprendiamo che siamo "solo" alla sentenza di primo grado in questa ormai famosa vicenda giudiziaria, ma non possiamo esimerci dall'esprimere un giudizio sull'opportunità politica che un condannato, per vicende legate al suo ruolo di amministratore pubblico, mantenga la sua carica all'interno dell'amministrazione provinciale di Catania.

Considerato che:

viviamo in un momento storico dove la “questione morale” è tornata di grande attualità e investe a tutti i livelli le istituzioni italiane.

Le istituzioni dovrebbero per prime eliminare qualsiasi dubbio sulla condotta etica di chi le rappresenta. Di fronte a una sentenza di condanna di un tribunale italiani si dovrebbe valutare l'opportunità politica di mantenere in carica un assessore che riceve una condanna per reati legati alla pubblica amministrazione:

L’art 54 della costituzione repubblicana afferma che I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Preso atto che:

l’assessore Domenico Rotella non ha manifestato nessuna volontà di rimettere il proprio mandato.

Ciò premesso e considerato il consiglio provinciale di Catania fa voti affinché il presidente della provincia On. Giuseppe Castiglione ritiri la delega assessoriale a Domenico Rotella.


Catania 17 Ottobre 2011

I consiglieri provinciali


Valerio Marletta -

Giacomo Porrovecchio

Salvatore Valenti

Antonio Tomarchio

martedì 11 ottobre 2011

“Buco di bilancio” a Catania : chiediamo le dimissioni dell'assessore provinciale Domenico Rotella

Provincia regionale di Catania

Gruppo consiliare "Comunisti-Idv"

“Buco di bilancio” a Catania : chiediamo le dimissioni dell'assessore provinciale Domenico Rotella

Lunedì 10 Ottobre 2011 il tribunale di Catania ha emesso la sentenza di primo grado del processo per il cosiddetto “buco di bilancio” . L'ex sindaco Scapagnini ,dirigenti, assessori sono stati a condannati a pene superiori a due anni di reclusioni per falso ideologico. Il Tribunale ha dichiarato, inoltre, tutti gli imputati interdetti dai pubblici uffici per una durata pari a quella della pena principale a ciascuno inflitta e li ha condannati al pagamento delle spese processuali..

Domenico Rotella, condannato a due anni e tre mesi di reclusione, oggi deteniete la carica di assessore in seno all'amministrazione provinciale di Catania. Comprendiamo che siamo "solo" alla sentenza di primo grado in questa ormai famosa vicenda giudiziaria, ma non possiamo esimerci dall'esprimere un giudizio sull'opportunità politica che un condannato per vicende legate al suo ruolo di amministratore pubblico mantenga la sua carica all'interno dell'amministrazione provinciale di Catania.

In un momento storico dove la "questione morale" all'interno delle istituzioni politiche ritorna con grande impatto sull'opinione pubblica italiana, pensiamo che nessun condannato per vicende legate alla pubblica amministrazione, seppur in primo grado, possa continuare a ricoprire cariche pubbliche. Le istituzioni dovrebbero per prime eliminare qualsiasi dubbio sulla condotta etica di chi le rappresenta. Di fronte a una sentenza si dovrebbe valutare l'opportunità politica di mantenere in carica un assessore che riceve una condanna per aver contribuito a creare la voragine finaziaria del comune di Catania.


Chiediamo con grande forza all'assessore Rotella di rimettere il mandato. Si difenda, come è suo diritto, nelle sedi opportune, ma lasci la sua carica di amministrore pubblico. Qualora, come è prevedibile, l'assessore Rotella non voglia rassegnare le sue dimissioni, chiediamo al Presidente della provincia Castiglione di ritirare la delega. Presunzione di innocenza o meno, non possiamo permetterci di continuare ad avere come amminstratori personaggi politici sui quali pendono accuse gravissime.

Catania 11 Ottobre 2011

I consiglieri provinciali

Valerio Marletta - Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra

Antonio Tomarchio - Comunisti Italiani - Federazione della Sinistra

Giacomo Porrovecchio - Italia dei Valori

lunedì 26 settembre 2011

Liceo "E. Majorana" di Scordia. Ancora ritardi sui lavori per la messa in sicurezza del muro di sostegno.

Provincia regionale di Catania

Gruppo consiliare "Comunisti-Idv"

Liceo "E. Majorana" di Scordia. Ancora ritardi sui lavori per la messa in sicurezza del muro di sostegno.

L'anno scolastico 2011/2012 è iniziato con le solite brutte notize per il liceo "E. Majorana" di Scordia. In data 22 settembre 2011 mi è pervenuta risposta ad una interrogazione consiliare che aveva come oggetto "l'inizio dei lavori da eseguire al liceo "E. Majorana" di Scordia per il consolidamento del tratto di muro di sostegno lungo il confine nord dell’area di pertinenza dell’istituto. Dalla stessa si evince chiaramente che la provincia di Catania non ha ancora approvato il progetto esecutivo per la realizzazione dei lavori. Già nel mese di aprile 2011 avevo denunciato l'insostenibile ritardo dell'ente provincia per la realizzazione del progetto, ma questo ennesimo intoppo nell'iter burocratico mortifica un lavoro consiliare che va avanti ormai da più di due anni.

Ricostruiamo la vicenda per capire quanto inafficiente si è mostrato l'apparato amministrativo e burocratico della provincia di Catania.

A) Dopo le proteste della popolazione scolastica e della dirigenza del liceo "Majorana" di Scordia, l'amministrazione provinciale con delibera n.172 del 26.05.2009 approva un progetto di lavori preliminari per la determinazione dell'intervento di recupero consistenti nella rimozione della terra a tergo.

B) L'appalto dei primi lavori (14.200 euro) è stato aggiudicato dall'impresa Magraf Costruzioni il 3.12.2009. I lavori inizieranno parecchi mesi dopo per ritardi burocratici e inadempienze della ditta aggiudicatrice.

C) Dopo questi primi lavori che non hanno risolto le problematiche sulla sicurezza, con determina dirigenziale n.297 del 30/09/2010 viene dato incarico ad un dirigente della provincia di redigere un progetto esecutivo, importo di circa 100.000 euro, per il consolidamento stutturale del tratto di muro di sostegno.

D) Nel dicembre 2010 il consiglio provinciale di Catania, su proposta dei consiglieri provinciali Valerio Marletta e Antonio Tomarchio, vota un documento che impegna l'amministrazione provinciale ad accelerare l'iter progettuale, e permettere così in tempi celeri l'inizio dei lavori.

E) Passano i mesi, e a causa delle dimissioni di un dirigente, la provincia affida la realizzazione del progetto ad un nuovo ingegnere. Siamo al 10/03/2011 (determina dirigenziale n.110).

F) Nostante le proteste degli studenti, diverse interpellanze rivolte all'amminsitrazione, riunioni della commissione pubblica istruzione, arriviamo al 22 Settembre 2011 con la risposta alla mia interrogazione consiliare. Ancora in data odierna il progetto esecutivo non è stato approvato dalla provincia di Catania.

Sono passati due anni e mezzo dall'inizio dell'iter burocratico e ancora siamo in alto mare. Gli studenti non hanno potuto usufruire per lungo tempo di una parte dell'istituto con chiare ripercussioni sulla didattica. Quando parliamo di messa in sicurezza di un luogo frequantato da studenti si dovrebbe accelerare l'iter di realizzazione dei lavori, visto che la provincia ha tra i suoi compiti istituzionali la manutenzioni degli edifici scolastici.

In conclusione, volendo immaginare tempi brevi per la realizzazione del progetto esecutivo , i lavori non cominceranno prima di parecchi mesi. Infatti dopo il progetto esecutivo bisognerà attivare il lungo iter burocratico di una gara d'appalto, aggiudicazione dei lavori, firma del contratto e solo dopo potranno cominciare i lavori. L'anno scolastico è appena cominciato, ma dubito che alla fine dello stesso vedremo realizzati i lavori. Tutto questo è inaccettabile e rende palese agli occhi di tutti quanto inefficiente sia questa amministrazione in tema di manutenzioni e messa in sicurezza delle strutture scolastiche.

Mi fa sorridere ripensare a quando nell'Ottobre 2010 l'allora assessore provinciale Ciampi, durante un sopralluogo al Majorana, prendeva impegni sulla realizzazione dei lavori. La politica delle enunciazioni è stata caratteristica predominante dell'amminsitrazione Castiglione. E' passato un anno da quella passarella politica, l'inizio dei lavori non ha una data certa. Siamo stanchi delle enunciazioni, vogliamo i fatti.

Catania 22 Settembre 2011

Il consigliere provinciale

Valerio Marletta

sabato 6 agosto 2011

Catania, interrogazione in Provincia sulla vicenda dei defibrillatori abbandonati

Interrogazione su acquisto defibrillatori e valigette di primo soccorso.


Premesso che:

con determina dirigenziale N° 727 del 15/09/2009 si autorizzava l’avvio di una procedura informale negoziata per l’affidamento della fornitura di n. 10 defibrillatori e n.90 cassette di primo soccorso, mediante pubblicazione
dell’avviso all’albo pretorio e nel profilo del committente;
con successiva determina dirigenziale N° 1052 del 23/12/2009 si affidava la fornitura alla ditta Farmacia D. Bonfanti sull’importo a base d’asta di 33.333 euro oltre Iva;
dalla determina dirigenziale n. 219 del 15/03/2010 si evince chiaramente che la fornitura del materiale in oggetto è stata espletata regolarmente;
 era prevista un’attività formativa che doveva avere luogo nei modi di cui al capitolato di gara e doveva concludersi entro trenta giorni dalla consegna per dieci ore di formazione, suddivisa in almeno tre incontri formativi e rivolta al personale utilizzatore delle apparecchiature. Corso da svolgersi presso la sede dell’Ente.
la fornitura doveva essere eseguita in un’unica soluzione, con consegna della merce presso le sedi scolastiche ubicate nella Provincia di Catania.


Considerato che:

in data 3 Agosto 2011 è stato pubblicato sul quotidiano telematico denominata “Iene sicule” un articolo dal titolo “SCANDALO ALLA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA: DEFIBRILLATORI ACQUISTATI E LASCIATI DA OLTRE UN ANNO NEI SOTTERRANEI DELL’ENTE !
nell’articolo viene riportata la notizia che i defibrillatori e le valigette acquistate dall’ente sono tutt’ora nei sotterranei del centro direzionale di via Nuova Luce;
qualora la notizia riportata sul quotidiano si rivelasse esatta, ci troveremmo davanti ad un gravissimo episodio di inefficienza della macchina amministrativa dell’ente, di gravi negligenze dell’apparato burocratico e di sperpero
di denaro pubblico aggravato dal fatto che parliamo di strumenti atti a salvare vite umane.


Ciò premesso e considerato si chiede di sapere:
 
1) Se corrisponde al vero la notizia che i defibrillatori e le valigette giacciono inutilizzati presso i locali dell’ente.
2) La data di consegna presso l’ente del materiale in oggetto.
3) Se è stato espletata l’attività formativa per gli utilizzatori delle apparecchiature.
4) Se le apparecchiature risultano ancora funzionanti.
5) Le motivazioni che hanno portato al mancato utilizzo di queste importantissime apparecchiature.


I Consiglieri Provinciali Valerio Marletta e Antonio Tomarchio, Gruppo Comunisti-IdV

giovedì 4 agosto 2011

Sp 74/II a rischio nel tratto tra Ss 417 e bivio Jannarello

da lasicilia.it

Sono pessime le condizioni della Sp 74/II, l'arteria che collega la Ss 417 Catania-Gela al bivio Jannarello. Una segnalazione all'amministrazione provinciale è stata trasmessa dal consigliere provinciale Valerio Marletta, che ha depositato un'interrogazione (a risposta urgente e scritta) in Consiglio provinciale.
Le deformazioni e i dissesti del manto, in una zona di prevalente interesse agricolo, rendono impercorribile l'asse stradale, che ha un'importanza fondamentale nel sistema dei trasporti del Calatino.
Oltre ad assicurare il transito di mezzi pesanti e auto in diverse contrade rurali, la Sp 74/II collega i territori di Palagonia e Paternò con la Ss 192 Catania-Enna, favorendo l'accesso allo svincolo Gerbini dell'A19. Secondo Marletta, il collegamento non presenta nemmeno i requisiti minimi di sicurezza: «Il tratto è ufficialmente chiuso al traffico dei veicoli. Non mancano - ha detto il consigliere provinciale di Rifondazione - rivendicazioni e proteste di automobilisti e agricoltori, che attendono l'esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria».
Un sopralluogo sull'arteria, nei prossimi giorni, verrà effettuato alla presenza di amministratori e tecnici della Provincia alla quale sono state ribadite, in diverse circostanze e con atti ispettivi, le condizioni di pericolo dell'asse viario.
LUCIO GAMBERA


03/08/2011

giovedì 14 luglio 2011

Consulenze d'oro, auto blu per la "Casta", incarichi milionari e hotel lussuosi alla provincia di Catania

Provincia regionale di Catania
Gruppo consiliare "Comunisti-Idv"

    In merito all'articolo apparso in data lunedì 11 luglio sul quotidiano "La Sicilia" sugli sprechi e i tagli presso la provincia regionale di Catania, precisiamo quanto segue:

1) Sulle consulenze esterne il presidente Castiglione ha affidato al Dott Giuseppe Letizia l'incarico di esperto sulla pianificazione territoriale. Una delle consulenze più onerose della storia dell'ente. Infatti dalle determine di impegno si evince che il dott. Letizia ha percepito una somma pari a 168.000 euro lorde tra stipendio e rimborsi per gli anni 2009/2010. Una consulenza scandalosa e inutile visti i risultati.

2) La figura del direttore generale, che graverà sull'ente per più di 1.000.000 di euro per il quinquennio dell'amministrazione Castiglione, non è prevista per le provincie. Quindi una forzatura politica onerosa e non prevista dalle nuove normative.

3) Il servizio "auto blu" ha gravato sulle tasche dei cittadini per 2.500.000 euro per l'anno passato. Una gestione "allegra" delle auto che appare più come un privilegio della "Casta" che un servizio. Può bastare la riduzione delle cilindrate delle auto prevista da quest'anno per garantire una diminuizione sostanziosa del costo di questo privilegio? Noi pensiamo di no.

4) L'amministrazione ha speso migliaia di euro per la partecipazione a "sagre e festini" che poco hanno a che fare con lo sviluppo socio-econimico del territorio. Si spendono migliaia di euro per spese di rappresentanza in alberghi a 5 stelle e ristoranti lussuosi. Basta vedere le determine di spesa dell'ufficio di gabinetto del presidente. Solo per la pubblicità sui media di una manifestazione denominata "Open Week" l'amministrazione ha speso 60.000 euro. Solo per i festeggiamenti del 150° anniversario delle provincie, l'amminstrazione ha speso 46.000 euro per drappi, bandiere e un concerto bandistico.

Sono solo alcuni esempi della gestione "allegra" del denaro pubblico.In conclusione pensiamo che sia errato vedere nell'attuale compagine amministrativa misure atte a ridurre privilegi e sperperi. Ridurre qualche assessore e qualche dirigente sterno, lo impone la nuova normativa, non può sicuramente bastare. Il presidente Castiglione predica e vende notizie parziali alla stampa, ma sul concreto agisce poco. In un momento di grave crisi economica si dovrebbe iniziare a tagliare privilegi e spese superflue. Ma la "casta" anche durante la crisi rimane "casta".

Catania 12 Luglio 2011
Valerio Marletta - consigliere provinciale Rifondazione Comunista
Antonio Tomarchio - consigliere provinciale Comunisti Italiani
Giacomo Porrovecchio - Consigliere provinciale Idv

mercoledì 15 giugno 2011

Il risultato referendario può e deve condizionare i lavori delle aule istituzionali.

Provincia regionale di Catania
Gruppo consiliare "Comunisti-Idv"


     Il risultato referendario può e deve condizionare i lavori delle aule istituzionali. Nessun consiglio comunale, provinciale o regionale può rimanere sordo ad una chiara indicazione che viene dal voto popolare. Con i quesiti sull'acqua i cittadini hanno espresso una chiara volontà sul futuro della gestione del servizio idrico. Tutti abbiamo subito in questi anni le conseguenze delle scellerate politiche sulla gestione dell'acqua. Denaro pubblico sperperato per mantenere carrozzoni politici, consulenze onerose per gli enti pubblici, tariffe inique e illegittime come la tassa sulla depurazione in assenza degli impianti di depurazione, i "cavalieri dell'aqua" pronti a lucrare su un bene comune,infiltrazioni dei poteri mafiosi, reti fatiscenti e mancanza di erogazione dell'acqua sono solo alcuni degli aspetti che hanno caratterizzato la gestione del servizio idrico nei nostri territori.

     I cittadini con il loro voto non hanno solo bloccato la privatizzazione forzata del servizio, ma hanno anche espresso l'esigenza e il diritto ad avere voce sulle scelte che riguardano la gestione dei beni comuni. Un voto popolare ha spazzato via più di un decennio di politiche neoliberiste, spesso bipartisan nel panorama politico italiano, che hanno causato il disastro attuale.

      Catania e la sua provincia hanno dimotrato tutto ciò. Da sempre i movimenti catanesi per l'acqua pubblica si sono battuti contro questo sistema di potere. Le aule consiliari hanno fatto finta che nessuna richiesta arrivasse dalla società. Basti analizzare le società che continuano a gestire il servizio idrico nei 58 comuni della provincia per capire che un modello è crollato miseramente.
    Dopo anni di battaglia politica in consiglio provinciale, e grazie al grande lavoro del forum acqua pubblica di Catania, nel Novembre del 2010 si è conclusa miseramente l'esperienza della società Servizi idrici etnei Spa(capitale misto 51% pubblico e 49% privato) creata nel 2004 per la gestione unica del servizio idrico integrato nella provincia di Catania. Una società dichiarata illegittima con sentenza n. 589 del 27/10/2006 del CGA, che ha annullato importanti atti amministrativi riguardanti la costituzione e l’attività della società mista S.I.E. spa, ed in particolare:

1) Deliberazione n. 4 del 24/01/2004 con la quale l’assemblea del Consorzio Ambito Territoriale Ottimale 2 – Acqua Catania ha deliberato l’affidamento diretto del servizio idrico integrato alla società mista a prevalente capitale pubblico, Servizi Idrici Etnei s.p.a., perché in contrasto con le procedure comunitarie in materia di appalti e servizi e concessioni che prevedono l’affidamento del servizio attraverso l’indizione di una gara ad evidenza pubblica.


Nonostante le sentenze dei tribunali, la Sie Spa ha continuato ad operare e ha acquisito le reti idriche di alcuni comuni, primo tra tutti Caltagirone, con il silenzio-assenso dell'Ato idrico e delle istituzioni locali.

Finalmente l'assemblea dell'Ato idrico di Catania ha deliberato nella seduta di lunedì 22 Novembre:

1) Prendere atto dell'invalidità della convenzione di gestione stupulata con la Sie in data 24/12/2005 e pertanto, dello scioglimento del rapporto in essere con la Sie, che non ha titolo legittimante all'esecuzione dei lavori e alla gestione del servizio idrico integrato per conto del consorzio ATO;


2) Di dare mandato la Cda dell'Ato, entro il medesimo termine e con le medesime modalità, di predisporre all'assemblea una prposta relativa alla selta della forma di gestione del servizio e delle procedure da seguire per l'affidamento dello stesso.


Si apre a questo punto la vera battaglia per il ritorno alla gestione pubblica del servizi idrico integrato.

La gestione Sie è stata caratterizzata da una visione aziendalistica e privatistica del servizio. Basti analizzare il socio privato(49%) la Hydro per capire gli interessi ecomici in campo. La Hydro rappresenta i poteri forti dell'acqua nel nostro territorio. L'Acoset, le acque di Casalotto, la Sidra hanno messo le "mani" sul bene pubblico più importante nell'ottica delle speculazioni e del profitto a tutti i costi


L'esperienza fallimentare della gestione privatistica della Sie rafforza più che mai la nostra battaglia per la gestione totalmente pubblica del servizio idrico.


   Il nostro gruppo consiliare alla provincia continuerà a farsi strumento delle indicazioni che provengono dai movimenti per l'acqua pubblica. Da diversi anni è stata depositata presso il parlamento italiano e quello della regione Sicilia una proposta di legge che riporti la gestione dell'acqua sotto il controllo dei comuni. Una gestione pubblica al 100% attraverso gli enti di diritto pubblico e senza ricorrere alle Spa seppur a capitale misto. La S.i.e a Catania ha dimostrato il fallimento di questi percorsi privatistici.

Continuiamo a sostenere la proposta di legge sulla ripubblicizzazione del servizio idrico. In piazza come nelle istituzioni oggi siamo sicuramenti più forti. Una forza scaturita dal voto popolare degli italiani.

Catania 14 giugno 2011
Valerio Marletta - Consigliere provinciale Rifondazione Comunista -Fds
Antonio Tomarchio - Consigliere provinciale Comunisti Italiani - Fds
Giacomo Porrovecchio - Consigliere provinciale Idv

martedì 14 giugno 2011

Non cambia il nostro giudizio politico su Lombardo dopo le scelte della Procura di Catania

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Catania

La scelta della Procura della Procura della Repubblica di Catania, sulla quale ci asteniamo da ogni commento nel pieno rispetto dell'autonomia della magistratura, di stralciare la posizione dei fratelli Lombardo nell'inchiesta Iblis non inficia tuttavia il nostro giudizio sul governo della nostra regione.
    
Indipendentemente dalla configurabilità giuridica della fattispecie di concorso estreno in associazione mafiosao, ribadiamo ,infatti, la ferma condanna politica delle relazioni intrattenute dal presidente Lombardo e dal suo partito con la criminalità organizzata, emerse con drammatica evidenza dalle intercettazioni in possesso degli inquirenti.
Crediamo pertanto che indipendentemente dall'esito tecnico/giuridio del procedimento, l'inchiesta "Iblis" abbia, ancora una volta, svelato l'intreccio tra politica, impresa e mafia e che la Sicilia non meriti che cali nuovamente il silenzio sulle gravi responsabilità di chi ci governa e dei suoi sostenitori.

Catania 14 Giugno 2011
Pierpaolo Montalto - segretario prov Rifondazione Comunista - Fds
Valerio Marletta - Consigliere provinciale Rifondazione Comunista -Fds

mercoledì 18 maggio 2011

Il sindaco Stancanelli rinviato a giudizio per lo scandalo servizi sociali. Rifondazione Comunisita chiede le dimissioni.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra

Via S.Orsola 30 Catania

Il sindaco Stancanelli rinviato a giudizio per lo scandalo servizi sociali.

Rifondazione Comunisita reitera la richiesta di dimissioni.

La procura della repubblica di Catania ha disposto per il Sindaco Stancanelli e gli altri coindagati l’imputazione coatta per abuso di ufficio. Secondo il giudice delle indagini preliminari Dott.sa Sammartino, l’allora assessore regionale Stancanelli utilizzava la propria carica istituzionale per adottare atti amministrativi non conformi alla legge.

L’assessor regionale Stancanelli, senza averne titolo, designava i componenti delle commissioni giudicartrici di centri a Catania che si occupavano della elargizione di fondi riguardanti i servizi sociali. La regione siciliana ha il compito esclusivo di organo finanziatore e di controllo fondi destinati ai comuni. Stancanelli e il suo apparato burocratico invece nominavano le commissioni per evidenti logiche clientelari . Emerge infatti dalle informative della procura il forte legame politico tra Stancanelli e i componenti delle commissioni esaminatrici da lui designate. Tra i nomi dei componenti delle commissioni emergono numerosi dirigenti e candidati nelle liste di Alleanza Nazionale e del centrodestra catanese. Peraltro questi “esperti” nominati non avevano nessun titolo, essendo del tutto estranei al settore socio-saniatrio.

Siamo di fronte al più becero esempio di occupazione dei posti di sottogoverno praticato da Stancanelli e dalla destra catanese. Il clientelismo come pratica politica funzionale al controllo del consenso elettorale. Stancanelli era perfettamente cosciente dell’abuso di ufficio che stava perpetrando usufruendo della sua carica di assessore regionale. L’istituzione come parte integrante di un sistema di potere che si autoalimenta con le clientele e lucra sui bisogni della gente. Abbiamo denunciato più volte le illegittime e illegali metodologie nella gestione dei servizi sociali. E’ inaccettabile e impensabile che tali pesanti accuse possano permettere al Sindaco di Catania di continuare ad amministrare la nostra città. Una città al collasso governata da una classe politica indecente che continua nel suo percorso di smantellamento dei diritti dei cittadini. Rifondazione Comunista reitera la richiesta di dimissioni immediate del Sindaco Stancanelli rappresentante di una classe politica indegna e senza scrupoli.


Catania 18 Maggio 2011

Pierpaolo Montalto – Segretario provinciale di Rifondazione Comunista

Valerio Marletta – Consigliere provinciale di Rifondazione Comunista