mercoledì 20 giugno 2012
IL SINDACO MARLETTA NELLA GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO, CHIUDIAMO IL “GHETTO” DI MINEO
venerdì 26 agosto 2011
Report dal Cara di Mineo
Negli ultimi giorni del Ramadan la situazione nel megaCara di Mineo è la seguente:
-dopo la deportazione in altri Cara italiani di oltre 400 migranti, effettuata nelle settimane scorse, sono arrivati nei giorni scorsi oltre 300 richiedenti asilo, fuggiti dalla guerra in Libia e provenienti da Lampedusa, la stragrande maggioranza sono dell’Africa sub sahariana, ma vi è una consistente presenza del Bangladesh
-il mese di Ramadan si conclude nei prossimi giorni e per i fedeli musulmani è stato un tormento, le alte temperature ed il digiuno diurno hanno indebolito, non solo fisicamente, molte persone
-le commissioni, dopo le ferie, riprendono le audizioni (10/15 al giorno), ma dopo mesi di snervante attesa la situazione è ancora alquanto confusa, gli interpreti non sono sufficientemente preparati e consapevoli della gravità dei problemi trattati e le commissioni procedono inesorabili, con alte percentuali di dinieghi
-la tragica morte nel Cara di Trapani del ventottenne nigeriano Cinoso Evans , proveniente dal Cara di Mineo (badge n.3507), ha commosso e coinvolto quasi tutti i migranti di origine africana, che lo hanno ricordato il 14 agosto con una cerimonia funebre serale con un centinaio di candele accese. I parenti e gli amici rimangono in attesa dei risultati dell’autopsia per conoscere le cause del decesso
-a partire dall’1/9 l’intera gestione dei servizi passerà ai consorzi Sol.Calatino e Sisifo ed alle megacooperative La Cascina e Domus (entrambe senza alcuna esperienza di migranti) , che hanno vinto la gara d’appalto nel periodo di ferragosto con una velocità impressionante; dopo mesi di confusa gestione del megaCara (finora non si è rispettato lo schema di capitolato in vigore in tutti gli altri Cara d’Italia) si ridimensiona il monopolio della Croce Rossa . Il nuovo “soggetto attuatore” on. Castiglione affida la gestione a realtà alquanto discusse e più volte indagate, ma l’importante è dare ai media un segnale di “efficienza” .
Il 24 luglio, dopo l’ispezione nel megaCara di alcuni parlamentari,avevamo formulato alcune domande, ancora in attesa di risposte:
1) Perché non si rispetta l'ordine cronologico nell'esame delle domande d'asilo?
2) Perché i pakistani provenienti dal Punjab sono stati quasi tutti diniegati così come molti richiedenti asilo fuggiti dalla guerra in Libia?
3) Perché viene impedito ai richiedenti asilo l'uso della cucina e persino del barbecue esterno, nonostante molti abbiano disturbi gastro-intestinali e come ci si sta organizzando per il mese di Ramadan?
4) Perché per raggiungere i centri abitati si spaccia per servizio navetta un trasporto privato lautamente retribuito da un biglietto (euro 2 a/r per Mineo e euro 4,5 a/r per Caltagirone)?
5) Perché finora non vengono distribuite le schede telefoniche ed il contributo economico di euro 5 ogni 2 giorni? Perché non viene rispettato lo schema di capitolato in base al decreto ministeriale del 28/11/2008?
6) E' stato firmato il contratto con Pizzarotti S.p.A. per l'affitto delle villette? Quali sono i suoi contenuti (durata, canone)?
7) Come è stato possibile che per un breve periodo la fornitura di schede telefoniche, sigarette e del money transfert sia stata affidata a uno stretto congiunto del boss mafioso Di Dio (aprile 2011)? Qual è stato il soggetto che ha fatto questo affidamento? E quali sono i controlli esercitati dalle autorità di pubblica sicurezza per impedire l'infiltrazione di imprese mafiose nella gestione di servizi e/o fornitura alimenti, ecc.?
8) Quali sono i servizi che verranno attivati per i minori- adolescenti in vista dell'inizio del prossimo anno scolastico?
9) Quale ruolo hanno gli agenti di Frontex nelle interviste ai richiedenti asilo e perché non si qualificano per ciò che realmente svolgono?
Come Rete Antirazzista Catanese sin dall’inizio di questa dispendiosa, clientelare e disumana avventura abbiamo proposto che la strada di una reale accoglienza è diametralmente opposta a quella di un centro di segregazione lontano dai centri abitati; moltiplicando i progetti SPRAR nei paesi del calatino ed in tutta la Sicilia, con costi molto più ridotti si favorirebbe una reale inserimento sociale dei migranti, così come da anni avviene a Riace ed in alcuni paesi della Locride, che hanno dimostrato che si può “Valorizzare la solidarietà come risorsa per lo sviluppo locale”; invece in questi mesi si sono scaricate sulla pelle di oltre 2000 migranti (di 37 nazionalità) l’incapacità e l’impossibilità di gestire un megaCara , creando ed esasperando le tensioni per poi reprimerle militarmente ed innescare così fratricide guerre fra poveri nel calatino.
CHIUDERE IL VILLAGGIO DELLA « SOLIDARIETA' » IN TEMPI RAPIDI E' POSSIBILE E PER I MIGRANTI E’ NECESSARIO!
Ct 25/8 Rete Antirazzista Catanese
venerdì 22 aprile 2011
Un aiuto per gli immigrati...
Il circolo ogni domenica incontra gli immigrati del centro di Mineo. I media stanno oscurando le vere condizioni di vita in cui il nostro governo detiene queste persone. E' nostro dovere aiutare queste persone in difficoltà. Invitiamo la cittadinanza palagonese a fornirci qualsiasi tipo d'aiuto (cibo, vestiti, giocattoli ect...) contattando il seguente recapito telefonico:
Dario - 3291139449
mercoledì 2 marzo 2011
Rifondazione Comunista sul ghetto di prossima realizzazione nella Piana di Catania
COMUNICATO STAMPA
Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Catania
Rifondazione Comunista continua ad esprimere tutta la sua preoccupazione per la scelta di rinchiudere i profughi giunti dalla Tunisia nel villaggio di Mineo nonostante l’assenso dei sindaci del territorio .
Consideriamo infatti altissimo il rischio che il villaggio di Mineo si trasformi in una riserva/ghetto dove verranno negati i diritti e la libertà dei migranti compromettendo ogni possibile processo di reale integrazione .
In tal senso è inaccettabile che le garanzie offerte dal Governo ai sindaci si fondino esclusivamente su un’esasperata militarizzazione del territorio e sulla prigionia di fatto di chi scappa da fame e guerra .
Vogliamo inoltre ricordare che tutti i migranti che verranno condotti a Mineo possono godere del diritto d’asilo e che ognuno di loro è arrivato nel nostro paese con un proprio progetto di vita e di lavoro e per ricongiungersi a parenti, amici e connazionali in diverse città italiane ed europee.
Riconoscere i diritti dei migranti eliminerebbe pertanto le preoccupazioni di chi teme un sovraffollamento del territorio.
Condanniamo pertanto l’irresponsabilità del governo nazionale pronto nuovamente ad accanirsi sui più deboli e chiediamo che le pratiche di concessione del diritto d’asilo vengano espletate nel più breve tempo possibile .
Valerio Marletta Consigliere Provinciale PRC
Nello Blangiforti Consigliere Comunale PRC Mineo
giovedì 24 febbraio 2011
Mineo, speculazione sulle sofferenze dei migranti
L’operazione dei migranti a Mineo rappresenta una palese speculazione. E’ all’opera quella macchina di gestione affaristica delle emergenze, che tante vergogne ha prodotto nel nostro paese.
E’ chiara, in questo caso, la volontà di deviare ingenti flussi di denaro pubblico su una struttura che, dopo la partenza degli americani, difficilmente avrebbe trovato una remunerativa collocazione.
Sulle modalità di utilizzo della struttura hanno ragione le associazioni di solidarietà che rilevano la funzionalità del villaggio di Mineo, che sorge in un’area isolata, a politiche di gestione dei flussi migratori basate su detenzione e ghettizzazione. Le dichiarazioni del ministro della difesa, che prefigurano l’intervento dell’esercito, sono una clamorosa conferma di questa prospettiva.
L’ipotesi del governo sul residence di Mineo è quindi da respingere con forza, così come sono da censurare le posizioni contraddittorie del governo regionale che, come sempre, alterna toni propagandistici e miserabili trattative.
Condanniamo, inoltre, tutte le manifestazioni d’inaccettabile razzismo che si sono succedute in questi giorni, tese a strumentalizzare le preoccupazioni che vengono dal territorio.
Di fronte al dramma gigantesco che abbiamo di fronte nel Mediterraneo, è necessaria una politica nuova fondata sulla cooperazione, sull’ampliamento e la valorizzazione dei canali d’ingresso legali e delle reti di accoglienza.
Luca Cangemi, Segretario regionale PRC-Sicilia
Pierpaolo Montalto, Segretario provinciale PRC-Catania
venerdì 29 ottobre 2010
Deportazioni a Catania
Nella notte di Mercoledì 27 Ottobre più di sessanta dei 128 migranti sbarcati nella nostra città per chiedere aiuto ed assistenza sono stati brutalmente deportati senza avere la possibilità di far valere i loro diritti.
Parliamo di deportazione innanzitutto perché consideriamo i respingimenti di chi scappa da fame e guerra una pratica disumana indegna ed incompatibile con il rispetto dei diritti umani.
Ma parliamo di deportazione anche perché a Catania si è consumata l'ennesima gravissima vicenda che ha visto le istituzioni coinvolte, prima fra tutte la Prefettura, rendersi protagoniste di palesi violazioni di legge e di inaccettabili abusi. A nessuna delle associazioni legittimate è infatti stato concesso di prestare assistenza giuridica e sociale ai migranti ai quali peraltro è stato impedito di incontrare gli avvocati e di avanzare una richiesta d'asilo in Italia. La Dottoressa Giuffrè della Prefettura ha più volte mentito agli esponenti delle associazioni e dei partiti per coprire un'espulsione indiscriminata imposta dal Ministero degli Interni, coinvolgendo peraltro la Procura di Catania il cui ruolo deve essere pubblicamente chiarito.
Inoltre siamo stati testimoni della brutalità con cui lo Stato italiano tratta i migranti che sbarcano nel nostro paese dopo drammatiche odisssee della speranza. Bambini scalzi lasciati illegalmente per più di un giorno in una palestra, pianti e disperazione ed esseri umani privati di ogni diritto sono stati sotto i nostri occhi nei due giorni di presidio indetto dalla rete degli antirazzisti catanesi.
Ribadiamo pertanto la nostra ferma condanna per quanto accaduto che in un paese civile dovrebbe portare ad un'immediata rimozione almeno del Prefetto di Catania e che ieri è stato la causa delle proteste di tutte e tutti coloro che apparteniamo alla rete degli antirazzisti catanesi alle quali lo Stato ha reagito con la consueta violenza.
Pierpaolo Montalto Segretario Prov. P.R.C. 380/4514236
Valerio Marletta Consigliere Prov . P.R.C. 328/6340528
domenica 17 ottobre 2010
Governo di rapina…….Catania in rovina! Cacciamo Berlusconi ed i suoi ministri dalla città!
Martedì 19 Ottobre Berlusconi e molti dei rappresentanti del suo governo arriveranno in città per partecipare all’assemblea dell’unione delle province italiane.Il governo Berlusconi arriverà in una città travolta dagli scandali ...e dalle inchieste giudiziarie, in perenne crisi economica per decenni di saccheggio delle risorse pubbliche e mortificata dal malgoverno di una classe dirigente incapace e senza scrupoli.
Catania è la città dei debiti, delle piazze devastate, dei quartieri popolari abbandonati, del degrado e del malaffare, della disoccupazione, della precarietà,dei licenziamenti di massa e dello sfruttamento.
Il governo Berlusconi incontrerà gli amministratori locali e i dirigenti di un centrodestra primo responsabile della devastazione sociale e culturale del nostro territorio, ed assoluto protagonista della scena politica catanese grazie ad una capillare rete clientelare per il controllo del consenso elettorale ed al manifesto sostegno dei poteri criminali.
Catania invece si prepara ad accogliere il governo del massacro sociale, della guerra, dell’antimeridionalismo della Lega e della distruzione del sistema formativo pubblico.
Due anni di governo Berlusconi sono stati sufficienti a distruggere ogni residua garanzia per i diritti dei lavoratori. L’attacco al contratto collettivo nazionale, la precarietà come unica regola del mercato del lavoro, il sostegno alle scelte criminali di Confindustria, i licenziamenti, la mancata erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga ai braccianti agricoli, le delocalizzazioni sono il marchio di fabbrica del governo sul tema del lavoro.
A Catania arriva inoltre un governo ideologicamente ispirato dalla Lega che ha sferrato l’ennesimo attacco mortale al meridione imponendo il Federalismo.
Il federalismo aumenterà infatti ancor di più il divario tra il Nord ed un Sud che non potrà certamente mantenere solo con le proprie risorse scuola, sanità e servizi pubblici.
Berlusconi è anche il presidente del governo delle deportazioni dei migranti, dei nuovi Lager e della guerra permanente in Afganistan.
In Afghanistan si continua a morire ed il ministro La Russa “invoca le bombe” per massacrare nuovi civili innocenti e togliere ancora risorse a formazione, stato sociale e lavoro. La Sicilia rappresenta, con l’arrivo di nuovi micidiali armamenti a Sigonella, un avamposto della guerra permanente degli Usa e dei suoi alleati.
Il Governo Berlusconi si è reso inoltre responsabile dello smantellamento dell’istruzione pubblica italiana tagliando più di 10 miliardi di euro a scuola e università. Tagli che hanno prodotto l’annullamento totale del diritto allo studio e il più grande licenziamento di massa della storia del nostro Paese, con 150 mila docenti e personale ATA che hanno perso il posto di lavoro.
Scendiamo tutte e tutti in piazza a Catania martedì 19 Ottobre per una grande manifestazione popolare!
Concentramento ore 09:00 Piazza Roma
Conclusione a Piazzale Asia - Ciminiere
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sabato 22 agosto 2009
Omicidi volontari
girato dall’altra parte, 73 sono morti di sete e ustioni.
Erano eritrei, scappavano dalla guerra, cercavano asilo, erano salpati su un barcone dalla Libia dove il nostro governo rispedisce i migranti sotto i colpi di una polizia che li uccide.
E’ il gioco delle parti tra governanti che hanno stretto un patto per scaricare i migranti.
da liberazione.it
Corpi ridotti a scheletri. Occhi persi nel vuoto. Una donna simile a un fantasma. Sono apparsi così ai soccorritori i cinque migranti eritrei, due dei quali minorenni, intercettati in extremis a sud di Lampedusa da una motovedetta della Guardia di finanza mentre andavano alla deriva su un gommone privo di carburante. Hanno detto di essere partiti il 28 luglio da Tripoli con altri 73 compagni, in maggioranza loro compatrioti, con qualche etiope. Forse è intervenuto un errore di rotta, forse un'avaria. Quel che è certo è che dopo la prima settimana di navigazione il cibo e l'acqua potabile sono terminati e gli esuli hanno cominciato a morire. E i superstiti hanno buttato i corpi in mare, uno dopo l'altro. Il tentativo di dissetarsi con acqua di mare, aumentando il rischio di ustioni mortali, ha probabilmente accelerato e reso più atroce la fine.
Ma come mai nessuno li ha soccorsi? «Durante la traversata - ha raccontato uno dei superstiti - abbiamo incrociato almeno dieci imbarcazioni, alle quali abbiamo chiesto inutilmente aiuto. Solo nei giorni scorsi un pescatore ci ha offerto acqua e cibo». Esprimono indignazione Carlotta Bellini di Save the children («Inaccettabile il mancato soccorso») e Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati: «Un triste primato che preoccupa enormemente. Come se stesse prevalendo la paura di aiutare sul dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare. Come se fosse passato il messaggio che chi arriva via mare sia una sorta di vuoto a perdere».
In realtà spunta l'orribile dubbio che gli 80 profughi siano rimasti vittima del gioco a rimpallo che da tempo vede contrapposte l'Italia e Malta in materia di soccorso in mare. Il gommone è stato segnalato infatti solo all'alba di ieri dalle autorità maltesi a quelle italiane impegnate nella missione Frontex, il pattugliamento congiunto del Mediterraneo. L'imbarcazione è stata segnalata da Malta quando si trovava a circa 19 miglia dall'isola, al confine con le acque di competenza italiana. Le motovedette della Guardia di finanza hanno poi intercettato il gommone al limite delle acque territoriali. Le autorità della Valletta non hanno specificato da quanto tempo il gommone venisse «monitorato». Quel che è certo è che da molti giorni i parenti dei migranti, allarmati dal loro silenzio, avevano fatto giungere in Italia, attraverso i canali antirazzisti, disperate richieste di informazioni: tutto coincide, la data e il luogo di partenza, il numero dei dispersi.
La Guardia di Finanza ieri esprimeva dubbi sulla veridicità dei racconti dei sopravvissuti, visto che non erano stati ancora sottoposti a una traduzione ufficiale. Ma i socccorritori, invece, di dubbi non ne hanno: le testimonianze, prive di qualsiasi contraddizione, sono state raccolte da un operatore umanitario di lingua madre tigrina. Mentre ai cinque, stremati, venivano prestate le prime cure, una piccola barca in vetroresina con a bordo cinque tunisini è riuscita ad approdare con i propri mezzi a Lampedusa. In serata sono poi iniziate le operazioni di soccorso di una terza imbarcazione su cui si assiepavano una quarantina di persone.
Scosso ma non troppo il mondo politico: da destra c'è chi tuona contro le «speculazioni» e le «conclusioni affrettate» (rispettivamente Bertolini e Gasparri, Pdl). Il Pd, per bocca di Franceschini, chiede che il governo riferisca in Parlamento, attento però a difendere «il contrasto all'emigrazione clandestina». Fini diffonde una dichiarazione secondo cui l'Italia deve essere patria anche per chi viene da paesi lontani. In tutto questo Calderoli inneggia al successo delle misure di contrasto e caldeggia la riconversione del Centro di Lampedusa a finalità turistiche: gli arrivi, secondo lui riguardano «poche unità e sempre da paesi che non sono la Libia». La verità è opposta: gli eritrei decimati in mare sono salpati proprio dalla Libia, lo stesso paese con cui l'Italia ha siglato il patto assassino dei respingimenti che il presidente del Consiglio Berlusconi andrà a festeggiare a Tripoli il 30 agosto. Avrebbero avuto diritto all'asilo, provenienti come sono da un paese in guerra, mentre è verosimile che la loro agonia si sia scontrata con l'atteggiamento pilatesco delle autorità maltesi. La tragedia è «il risultato di politiche sull'immigrazione ciniche e disumane», come ha detto il radicale Matteo Mecacci, «la dimostrazione drammatica», secondo il segretario del Prc Paolo Ferrero, «di cosa sia diventata la politica di accoglienza fatta dall'Europa grazie anche alle sollecitazioni restrittive e punitive sostenute dal governo italiano». Le 73 morti sono omicidi e hanno diversi mandanti.
Carla Cotti