venerdì 23 marzo 2012
domenica 11 marzo 2012
Ritardi e inefficienze : non partono i lavori a liceo “E.Majorana” di Scordia
Provincia regionale di CataniaGruppo consiliare “Comunisti-Idv”
Ritardi e inefficienze : non partono i lavori a liceo “E.Majorana” di Scordia
La provincia di Catania ancora una volta mostra i propri limiti di intervento nel settore delle manutenzioni scolastiche. Il liceo “E.Majorana” di Scordia sembra una delle vittime preferite dell’amministrazioni Castiglione. Ormai sono anni che l’istituto aspetta i lavori di consolidamento strutturale di un muro di sostegno lungo il confine nord. Dalle informazioni in nostro possesso appare chiaro che i lavori subiranno ulteriori ritardi. Ricostruiamo questa vicenda di ordinaria inefficienza dell’ente provinciale.
Con la deliberazione della giunta provinciale n.172 del 26/5/2009 fù approvato un progetto per la realizzazione di lavori di manutenzione presso l’istituto in oggetto. Si trattava di determinare la tipologia e l’importo dei lavori per la messa in sicurezza del muro di sostegno. La ditta aggiudicataria dei lavori (14.000 euro) completò il proprio compito il 29/12/2009.
Determinata la tipologia dei lavori da eseguire, con la determina dirigenziale n 297 del 30/9/2010 venne affidato l’incarico per la progettazione esecutiva, importo previsto 100.000 euro. Gli uffici impiegarono “appena” nove mesi per affidare l’incarico al progettista.
Passano i mesi è spunta un nuovo atto amministrativo. Con la determina dirigenziale n110 del 10/3/2011 viene sostituito il progettista. Con la determina n.345 del 2/9/2011 viene sostituito il geologo che si occupava del progetto.
Passano gli anni, e del progetto esecutivo nessuna notizia. Con la determina dirigenziale n. 11 del 8/2/2012 viene prorogato fino a tutto il 31/12/2012 l’occupazione temporanea e d’urgenza di un area attigua al liceo “Majorana”, in quanto è in corso la redazione del progetto esecutivo di consolidamento del muro dissestato. Quindi, dopo “appena” 3 anni dall’inizio dell’iter burocratico per la realizzazione dei lavori, non esiste ancora il progetto esecutivo!
Ricordiamo che, redatto il progetto esecutivo, l’atto dovrà tornare in giunta provinciale e poi iniziare il lungo iter per la gara d’appalto, consegna dei lavori e realizzazione degli interventi. Possiamo benissimo affermare che, visti i ritardi accumulati dall’ente provinciale, potrebbero passare ancora parecchi mesi.
Davanti a vicende come questa, che peraltro sono all’ordine del giorno presso la provincia di Catania, il presidente Castiglione dovrebbe facilmente capire il perché i cittadini percepiscono le provincie come enti “inutili”.
Catania 6 Marzo 2011
Il consigliere provinciale
Valerio Marletta – Rifondazione Comunista fds
lunedì 5 dicembre 2011
La protesta degli studenti palagonesi: POLIVALENTE SUBITO!
«Un'utenza scolastica in crescita merita strutture adeguate, moderne e sicure»: sono approdate agli uffici della Provincia regionale di Catania, durante un sit-in di protesta, le rivendicazioni di un centinaio di studenti di Palagonia, che hanno sollecitato la costruzione di un edificio polivalente. Da circa un decennio, dopo la conquista di vari indirizzi e livelli di autonomia, rimane in stand-by il programma di realizzazione di un nuovo plesso scolastico, che dovrebbe riunire diversi corsi statali (economici-aziendali e liceali) per l'istruzione superiore. Una delegazione di studenti è stata ricevuta dall'assessore provinciale all'Edilizia scolastica e alla Pubblica istruzione, Salvatore Licciardello, che ha assicurato un approfondimento della vicenda presso l'Ufficio tecnico provinciale. Secondo il rappresentante d'istituto, Walter Zapparrata, l'incontro ha avuto un proficuo epilogo: «Il prossimo 9 gennaio - ha detto - saranno definitivamente chiariti gli aspetti controversi e oscuri della vicenda. Resta da sciogliere soprattutto il nodo del finanziamento dell'opera e delle modalità di erogazione delle risorse. Non è escluso, comunque, l'avvio di una mobilitazione studentesca più radicale».Appoggi alle istanze dei ragazzi sono stati garantiti dal presidente della commissione provinciale alla Pubblica istruzione, Marco Luca, nonché dal consigliere provinciale Valerio Marletta, che ha ricordato «il voto del consesso di Palazzo Minoriti, che nel dicembre 2010 si è espresso favorevolmente all'avvio degli interventi edili, impegnando la Giunta a reperire circa 6 milioni di euro per l'esecuzione dei lavori». Solidarietà alla popolazione scolastica è stata espressa, infine, dal circolo palagonese di Rifondazione comunista: «Le proteste degli studenti sono legittime. A queste rimostranze daremo ogni apporto possibile presso le sedi competenti».
LUCIO GAMBERA
da lasicilia.it
lunedì 26 settembre 2011
Liceo "E. Majorana" di Scordia. Ancora ritardi sui lavori per la messa in sicurezza del muro di sostegno.
Provincia regionale di CataniaGruppo consiliare "Comunisti-Idv"
Liceo "E. Majorana" di Scordia. Ancora ritardi sui lavori per la messa in sicurezza del muro di sostegno.
L'anno scolastico 2011/2012 è iniziato con le solite brutte notize per il liceo "E. Majorana" di Scordia. In data 22 settembre 2011 mi è pervenuta risposta ad una interrogazione consiliare che aveva come oggetto "l'inizio dei lavori da eseguire al liceo "E. Majorana" di Scordia per il consolidamento del tratto di muro di sostegno lungo il confine nord dell’area di pertinenza dell’istituto. Dalla stessa si evince chiaramente che la provincia di Catania non ha ancora approvato il progetto esecutivo per la realizzazione dei lavori. Già nel mese di aprile 2011 avevo denunciato l'insostenibile ritardo dell'ente provincia per la realizzazione del progetto, ma questo ennesimo intoppo nell'iter burocratico mortifica un lavoro consiliare che va avanti ormai da più di due anni.
Ricostruiamo la vicenda per capire quanto inafficiente si è mostrato l'apparato amministrativo e burocratico della provincia di Catania.
A) Dopo le proteste della popolazione scolastica e della dirigenza del liceo "Majorana" di Scordia, l'amministrazione provinciale con delibera n.172 del 26.05.2009 approva un progetto di lavori preliminari per la determinazione dell'intervento di recupero consistenti nella rimozione della terra a tergo.
B) L'appalto dei primi lavori (14.200 euro) è stato aggiudicato dall'impresa Magraf Costruzioni il 3.12.2009. I lavori inizieranno parecchi mesi dopo per ritardi burocratici e inadempienze della ditta aggiudicatrice.
C) Dopo questi primi lavori che non hanno risolto le problematiche sulla sicurezza, con determina dirigenziale n.297 del 30/09/2010 viene dato incarico ad un dirigente della provincia di redigere un progetto esecutivo, importo di circa 100.000 euro, per il consolidamento stutturale del tratto di muro di sostegno.
D) Nel dicembre 2010 il consiglio provinciale di Catania, su proposta dei consiglieri provinciali Valerio Marletta e Antonio Tomarchio, vota un documento che impegna l'amministrazione provinciale ad accelerare l'iter progettuale, e permettere così in tempi celeri l'inizio dei lavori.
E) Passano i mesi, e a causa delle dimissioni di un dirigente, la provincia affida la realizzazione del progetto ad un nuovo ingegnere. Siamo al 10/03/2011 (determina dirigenziale n.110).
F) Nostante le proteste degli studenti, diverse interpellanze rivolte all'amminsitrazione, riunioni della commissione pubblica istruzione, arriviamo al 22 Settembre 2011 con la risposta alla mia interrogazione consiliare. Ancora in data odierna il progetto esecutivo non è stato approvato dalla provincia di Catania.
Sono passati due anni e mezzo dall'inizio dell'iter burocratico e ancora siamo in alto mare. Gli studenti non hanno potuto usufruire per lungo tempo di una parte dell'istituto con chiare ripercussioni sulla didattica. Quando parliamo di messa in sicurezza di un luogo frequantato da studenti si dovrebbe accelerare l'iter di realizzazione dei lavori, visto che la provincia ha tra i suoi compiti istituzionali la manutenzioni degli edifici scolastici.
In conclusione, volendo immaginare tempi brevi per la realizzazione del progetto esecutivo , i lavori non cominceranno prima di parecchi mesi. Infatti dopo il progetto esecutivo bisognerà attivare il lungo iter burocratico di una gara d'appalto, aggiudicazione dei lavori, firma del contratto e solo dopo potranno cominciare i lavori. L'anno scolastico è appena cominciato, ma dubito che alla fine dello stesso vedremo realizzati i lavori. Tutto questo è inaccettabile e rende palese agli occhi di tutti quanto inefficiente sia questa amministrazione in tema di manutenzioni e messa in sicurezza delle strutture scolastiche.
Mi fa sorridere ripensare a quando nell'Ottobre 2010 l'allora assessore provinciale Ciampi, durante un sopralluogo al Majorana, prendeva impegni sulla realizzazione dei lavori. La politica delle enunciazioni è stata caratteristica predominante dell'amminsitrazione Castiglione. E' passato un anno da quella passarella politica, l'inizio dei lavori non ha una data certa. Siamo stanchi delle enunciazioni, vogliamo i fatti.
Catania 22 Settembre 2011
Il consigliere provinciale
Valerio Marletta
giovedì 12 maggio 2011
REALIZZAZIONE POLIVALENTE, I LAVORI DELLA VI COMMISSIONE DELLA PROVINCIA ALLA PRESENZA DELL’ASSESSORE CIAMPI
Si è riunita questa mattina presso la sala giunta del Palazzo di città, accogliendo l’appello del sindaco Francesco Calanducci, la VI commissione consiliare permanente della Provincia.
All’ordine del giorno le problematiche manutentive degli istituti scolastici e la costruzione del nuovo Istituto polivalente che dovrà ospitare i diversi indirizzi di studio.
Ai lavori della VI Commissione, presieduta da Luca Marco, hanno preso parte anche l’assessore alle Politiche della scuola, Giovanni Ciampi, i consiglieri provinciali Valerio Marletta che è stato il promotore dell’incontro, Elio Vanella e Salvatore Patanè, il sindaco Francesco Calanducci, l’assessore comunale alle Attività educative, culturali e edilizia scolastica, Mario Campisi, l’assessore alle Attività tecniche e strutturali Gaetano Gravina, il consigliere comunale Gioacchino Rossitto, i responsabili del III dipartimento ing. Massimo Grifeo e del VI arch. Saverio Sinatra, il dirigente dell’I.I.S. di Palagonia dott. Francesco Di Maio.
Il sindaco Calanducci, intervenendo per primo, ha ribadito all’assessore Ciampi e alla Commissione “la necessità di realizzare al più presto un edificio polivalente a Palagonia”.
“Abbiamo individuato anche le aree – dice il primo cittadino – ora tocca alla Provincia fare la sua parte e l’iniziativa di tenere qui, oggi, i lavori della VI Commissione provinciale rappresenta un passo avanti verso la realizzazione di un edificio polivalente a Palagonia dove secondo le ultime stime almeno 400 ragazzi sono costretti, ogni giorno, a raggiungere per studiare, gli istituti scolastici di altri centri del Calatino”.
“All’interno dell’attuale Piano – dice l’assessore Ciampi – non figura il polivalente di Palagonia, al quarto posto come priorità dopo Acireale, il completamento di Mascalucia e Bronte, ma ciò non vuol dire che non si possa rimodulare il tutto. Da parte mia confermo la massima disponibilità, perche mi rendo conto delle difficoltà che deve affrontare la popolazione scolastica con la carenza di aule e il frazionamento degli edifici”.
“Sulle problematiche legate alla manutenzione – conclude Ciampi – ho a disposizione un milione e 200 mila euro e se Palagonia ha delle esigenze particolari, possiamo affrontarle”.
Il consigliere Valerio Marletta ha ripercorso le alterne vicende legate al progetto di realizzare un istituto polivalente. “La proposta – dice Marletta – non nasce così per caso, abbiamo adottato un criterio tenendo conto delle diverse variabili a cominciare dalle aree geografiche e dalla popolazione scolastica. Dopo aver individuato nel bilancio 2011, la fonte di finanziamento serve un ulteriore passaggio in giunta che è chiamata a rispettare la volontà del consiglio provinciale che ha inserito Palagonia fra le priorità in materia di edilizia scolastica”.
Il presidente della VI Commissione Luca Marco ha sottolineato come: “Più volte il consigliere Marletta ha sollecitato una verifica della situazione attuale in materia di edifici scolastici”. “Per il Polivalente – dice il presidente della VI Commissione – passerà del tempo, per questo oggi dobbiamo anche preoccuparci di affrontare le problematiche attuali e non trovarci impreparati per l’inizio del nuovo anno scolastico”.
Il dirigente dell’I.I.S dott. Francesco Di Maio, ha voluto ringraziare il sindaco Calanducci per la disponibilità dell’amministrazione che ha permesso l’apertura del plesso di Piazza Dante.
“Quando sono arrivato, tre anni fa, – conferma Di Maio – avevo in organico quindici classi e tante situazioni anomale, oggi le classi sono ventidue ma le esigenze di ristrutturazione, la mancanza di aule, i locali inadeguati, le problematiche logistiche ci condizionano notevolmente e non ci permette di programmare il futuro soprattutto tenendo conto dell’aumento esponenziale della popolazione scolastica”.
“Mi auguro che il nostro impegno di oggi – dice il consigliere provinciale Salvatore Patanè – dia i frutti sperati perché in certi territori afflitti da alti tassi di dispersione scolastica, la scuola e la cultura sottraggono i giovani ad altri ambienti”.
Prima di chiudere i lavori, il sindaco Francesco Calanducci ha chiesto e ottenuto dall’assessore Ciampi l’impegno a programmare un incontro con il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione per sapere, in quella sede, se c’è la volontà dell’amministrazione a realizzare un polivalente a Palagonia.
Nell’attesa la VI Commissione provinciale tornerà presto a riunirsi sull’argomento invitando a partecipare il presidente Castiglione, il direttore generale dell’ente di Palazzo Minoriti e il sindaco di Palagonia Francesco Calanducci.
giovedì 21 aprile 2011
Insostenibili i ritardi nella realizzazione dei lavori al liceo "E. Majorana" di Scordia
Provincia regionale di Catania
Gruppo consiliare "Comunisti-Idv"
Oggetto :insostenibili i ritardi nella realizzazione dei lavori al liceo "Majorana" di Scordia
Lunedì 18 aprile 2011 ho ricevuto risposta scritta ad una interrogazione consiliare sui lavori da effettuare presso il liceo "E. Majorana" di Scordia. Oggetto della mia interrogazione : l'inizio dei lavori per il consolidamento del tratto di muro di sostegno lungo il confine nord dell'area di pertinenza dell'istituto. Apprendo dalla risposta che ad oggi non è stato completato l'iter per la stesura del progetto definitivo dei lavori.
Considero inaccettabili e insostenibili i ritardi nella realizzazione dei lavori per la messa in sicurezza. La vicenda simbolicamente rappresenta quanto sia inefficiente la macchina burocratica provinciale e quanto prive di efficenza siano le politiche scolastiche dell'amministrazione Castiglione.
Ricostruiamo i fatti. Dopo diversi sopralluoghi tecnici, numerose interrogazioni consiliari, sedute di commissioni e variegate proteste studentesche, la provincia regionale di Catania inizia l'iter per la realizzazione dei lavori in oggetto. Con determina dirigenziale n. 297 del 30/09/2010 viene affidato il compito di redigere il progetto definitivo per la realizzazione dei lavori di consolidamento, importo previsto circa 100.000 euro. Durante la discussione sul Bilancio di previsione 2011, il consiglio provinciale, su proposta dei consiglieri Valerio Marletta e Antonio Tomarchio, approva un atto di indirizzo che impegna l'amministrazione Castiglione ad accelerare l’esecuzione dell’intervento con l’opportuna copertura finanziaria dopo aver acquisito il progetto esecutivo(23/12/2010). Con soddisfazione prendiamo atto che c’è la volontà di realizzare i lavori in tempi celeri e con la giusta copertura finaziaria.
Passano i mesi e dall’assessore provinciale alle politiche scolastiche arrivano notizie vaghe che iniziano a preoccuparci. Alla fine arriva la risposta alla mia interrogazione che candidamente ammette che siamo ancora in alto mare nell’iter della progettazione. Non sono bastati 7 mesi per redigere un progetto definitivo, altro che realizzare i lavori! Tengo a precisare che non avendo ancora acquisito il progetto esecutivo l’iter per la realizzazione, nuova delibera di giunta/ gara di appalto/consegna dei lavori/realizzazione, si allungherà in maniera spropisatata.
Nel frattempo l’anno solastico giunge al termine. Con ogni probabilità anche l’anno scolastico 2011/2012 sarà caratterizzato dai disagi provocati dal cedimento del muro di contenimento che non permette di usufruire di una vasta area. La popolazione studentesca subirà i disagi provocati dal mancato intervento della provincia. Ancora una volta l’inefficenza dell’amministrazione Castiglione diventano palesi e sotto gli occhi di tutti, vanificando e mortificando il lavoro propostivo dei consiglieri provinciali.
Ricordo ancora le parole rassicuranti dell’assessore provinciale alle politiche scolastiche Ciampi sulla realizzazione dei lavori quando effetuò un sopralluogo a Scordia lo scorso 6 Ottobre 2010. Andavano bene per la propaganda e per le foto di rito pubblicate sui giornali. Promesse e millanterie che oggi si scontrano con l'insostenibile realtà dei fatti.
Catania 21 aprile 2011
Il consigliere provinciale
Valerio Marletta – Rifondazione Comunista
lunedì 11 aprile 2011
SCUOLA POLIVALENTE AL CENTRO DI UN INCONTRO IN MUNICIPIO
Una nuova struttura polivalente che possa accogliere tutti gli indirizzi d’istruzione superiore è stata al centro, questa mattina, di un’assemblea pubblica, voluta dal sindaco Francesco Calanducci, che si è tenuta nella sala consiliare del Municipio.
L’incontro, al quale hanno partecipato oltre un centinaio di studenti palagonesi, genitori e insegnanti, ha fatto registrare la presenza del parlamentare regionale on Franco Calanducci, del consigliere provinciale Valerio Marletta dell’assessore alle Attività educative e culturali, Mario Campisi, del vice sindaco Daniela Cunsolo e di alcuni consiglieri comunali.
La realizzazione del Polivalente è stata inserita al n. 86 del piano triennale delle opere pubbliche provinciali ed è prevista l’accensione di un mutuo di circa 6 milioni di euro.
“Da un censimento fatto sul territorio – ha esordito il primo cittadino – risulta che oltre 500 studenti frequentano gli istituti superiori di Palagonia e oltre 400 sono costretti a fare i pendolari per raggiungere gli istituti del circondario. E’ evidente che questo stato di cose crea una situazione di notevole disagio alla popolazione scolastica e alle famiglie, considerato anche che ogni anno il numero di studenti aumenta notevolmente”.
“Non basta – prosegue Calanducci – avere l’autonomia, occorre una struttura moderna in grado ospitare i vari indirizzi. Se la Provincia si ostina a non dare risposte saremo costretti ad avviare delle azioni di protesta, magari organizzando dei pullman per farci ricevere dal presidente Castiglione e dall’assessore Ciampi”.
Prendendo la parola, il consigliere provinciale Valerio Marletta ha ripercorso le vicende legate alla realizzazione di un istituto polivalente: “Dopo avere individuato nel bilancio 2011 – dice Marletta – la fonte di finanziamento, serve un ulteriore passaggio in giunta per il completamento dell’iter burocratico. Vi anticipo che nelle prossime settimane si terrà a Palagonia una riunione della commissione consiliare provinciale alla presenza dell’assessore alle Politiche della Scuola Giovanni Ciampi per esaminare le questioni tecniche e dare il via alla realizzazione dell’opera”.
“Sarà l’occasione – conclude Marletta – per capire se c’è la volontà di mettere nero su bianco con una delibera di giunta e soddisfare le legittime aspettative degli studenti palagonesi”.
Contro ogni forma di protesta è la prof.ssa Angela D’Angelo che da dodici anni insegna nell’istituto superiore di Palagonia. “La struttura polivalente - dice - è troppo importante per temporeggiare ancora sulla sua realizzazione”. “Io – conclude - non sono d’accordo ad avviare azioni di protesta perché mi sembra più opportuno trovarci intorno allo stesso tavolo e individuare un punto di incontro per verificare la fattibilità in tempi brevi”.
Anche per la studentessa Graziana Vaccaro (Liceo Scientifico) “la protesta non porta ad alcun risultato”. “Noi – dice – preferiamo ottenere risposte che scaturiscano da un confronto”.
Nel suo intervento il parlamentare regionale on. Franco Calanducci ha voluto “ringraziare
“La struttura polivalente – dice il deputato regionale – è elemento determinante nel passaggio territorio – formazione – mondo del lavoro, una grande opportunità di crescita per l’intera collettività”. Calanducci ha poi ricordato come nel 2005, quando era assessore provinciale, “l’iter burocratico si fermò improvvisamente perché gli obiettivi della provincia non erano in sintonia con quelli del comune”.
“Ora – conclude Calanducci – dobbiamo accelerare i tempi e con il coinvolgimento, a fianco delle istituzioni, di docenti, alunni e genitori, stabilire attraverso un tavolo tecnico le priorità per realizzare un progetto che arricchisce Palagonia”.
Una maggiore collaborazione ad affrontare il problema la chiede l’assessore Mario Campisi. “La struttura polivalente per la scuola – dice - interessa l’intera collettività e tutti dobbiamo fare la nostra parte. Speriamo che nella riunione preannunciata dal consigliere Marletta, l’assessore Ciampi ci dia risposte positive e soddisfacenti”.
Il sindaco Calanducci, prima di concludere l’assemblea, ha informato i presenti che chiederà all’assessore provinciale alle Politiche della Scuola un incontro al quale vi invito a partecipare in modo da confrontarci nella speranza che possa sortire gli effetti desiderati.
Da segnalare, a margine dell’incontro, le rimostranze del presidente del consiglio Bernardo Vaccaro e di alcuni consiglieri comunali che lamentano di non essere stati invitati.
In particolare il gruppo “Pospettiva Palagonia” ha rilasciato all’Ufficio Stampa dell’ente la seguente dichiarazione: “I consiglieri comunali Francesco Fazzino e Salvo Astuti sono particolarmente indignati per non essere stati invitati a partecipare a una riunione così importante, considerato che in diverse occasioni si sono fatti portavoce dei problemi delle scuole”.
domenica 6 marzo 2011
Il Rettore cancella Lingue e crea una nuova facoltà per decreto. Violando, appena gli conviene, la Riforma.
Facciamo un passo indietro. Il Rettore nel maggio 2010 convoca il preside della Facoltà di Lingue, prof. Nunzio Famoso ed il past-preside, prof. Antonio Pioletti. Li convoca a casa sua e di fronte a un caffè ed a un cornetto comunica che la facoltà di lingue dovrà chiudere. Assemblee di facoltà, l'occupazione, per due settimane, del Monastero dei Benedettini, cortei e invasioni del Rettorato saranno la risposta di studenti e docenti alla scelta del magnifico Tony Recca.
Nonostante la mobilitazione, il 14 giugno 2010 il Senato Accademico scrive il verdetto: dall'anno accademico 2011/2012 la facoltà di Lingue si sposterà a Ragusa ed i corsi di Lingue a Catania si annetteranno alla facoltà di Lettere e Filosofia.
Ma, come sappiamo, nel dicembre 2010 viene approvata la Riforma che prevede la scomparsa, entro sei mesi, di tutte le facoltà e la creazione di Dipartimenti plenipotenziari.
La questione Lingue allora si riapre. Se infatti le facoltà vanno a scomparire, poco importa lo spostamento a Ragusa o l'accorpamento a Lettere, lo studio delle lingue può sopravvivere dentro un Dipartimento di Lingue che conservi le peculiarità di uno studio di qualità delle lingue e delle culture straniere.
Tuttavia la vicenda della Facoltà di Lingue aveva sempre puzzato di interessi esterni alla didattica ed al mondo accademico. Che motivo c'era di spostare questa facoltà? Certamente non problemi economici, dato che lo spostamento incide in maniera identica sulle casse dell'Ateneo. Certamente non questioni didattiche, dato che lo studio delle lingue è da sempre una bandiera importante del nostro Ateneo e da Salerno in giù non esiste un'altra facoltà di Lingue. Neanche un problema di iscrizioni, dato che la facoltà di Lingue ha tanti iscritti quanto prevede la legge 270 a differenza di facoltà mezze vuote come Scienze politiche.
Solo due giustificazioni rimangono per lo spostamento: da un lato la volontà del Rettore di distruggere politicamente quel collettivo di docenti che 10 anni fa aveva fondato la facoltà di Lingue ed è stato quasi sempre dissidente rispetto alle scelte di Recca. Dall'altro lato la volontà politica di regalare al Presidente della Provincia di Ragusa, guarda un po' dell'UDC, una facoltà che avrebbe potuto attrarre tanti studenti.
La Riforma, come dicevamo, avrebbe dovuto bloccare tutto l'iter. Ma si potevano deludere Recca ed i suoi amici ragusani? Assolutamente no.
Il 4 marzo 2011, il sito unict.it, pubblica un decreto del Rettore ( D.R. 1171), che indice le elezioni dei rappresentanti degli studenti, da tenersi il 13 e il 14 aprile 2011, per la nuova facoltà di Lingue di Ragusa e per la nuova facoltà di Lettere, Filosofia...e lingue di Catania. Ma come? Le facoltà non dovevano chiudere, come stabilisce l'art.1 della Riforma Gelmini? E secondo l'art.2 comma 9 della Riforma gli organi collegiali non devono rimanere congelati fino all'entrata in vigore dello Statuto? Si legge nel decreto che si eleggeranno rappresentanti per il biennio 2011/2013. Ma ha qualche senso creare ad aprile due nuove facoltà, con rispettivi consigli, se ad ottobre si sa che dovranno scomparire? Ma soprattutto, è possibile che gli studenti di lingue e di lettere, debbano apprendere della scomparsa della loro facoltà tramite un decreto rettoriale che indice elezioni?
Non sappiamo ancora come si evolverà la cosa, non sa nessuno se tali elezioni si potranno realmente svolgere, chi saranno gli elettori e se davvero si possa procedere in tal modo alla modifica di due facoltà.
Ci poniamo però una domanda. Perché il Rettore si è rifiutato categoricamente di indire elezioni per la commissione Statuto, elemento di trasparenza e democrazia, e invece con tanta fretta ha indetto elezioni palesemente illegittime?
La risposta a tali domande si trova, come sempre, nel ghigno di Antonino Recca e nella sua assoluta incapacità di gestire un Ateneo senza far prevalere i suoi personali interessi politici e le sue clientele.
Matteo Iannitti
lunedì 3 gennaio 2011
«Noi, ragazzi in rivolta inascoltati e precari»
Gli studenti rispondono al Presidente della Repubblica
da liberazione.itNoi non scappiamo dall’Italia». Gli studenti rispondono così, con un video, al canonico messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una risposta «dovuta» ci spiegano, «visto che il Presidente ha messo i giovani al centro del suo discorso che ha sancito la fine di un 2010 che passerà alla storia come l’anno della rivolta di un’intera generazione» ci spiega Claudio Riccio del Coordinamento universitario Link. Anche per Tito Russo dell’Unione degli Studenti «le parole di Napolitano sono la dimostrazione di come il movimento studentesco sia stato in grado di aprirsi a tutta la “Generazione P”, una generazione di giovani studenti, operai, ricercatori uniti tra loro dalla P di precarietà». Così, se per il Presidente Napolitano «i giovani devono essere posti al centro dell’attenzione politica e sociale, e quindi dell’azione pubblica», per i giovani «il presidente Napolitano ha stigmatizzato quello che stiamo denunciando da tempo: la totale sordità del Governo rispetto alle nostre proteste e proposte per un’altra università». Inascoltati e precari, quindi. Per questo, secondo Claudio Riccio, «oltre alla discontinuità rispetto ai messaggi degli anni passati, il merito delle parole della prima carica istituzionale italiana sta nell’aver messo al centro non “i giovani” in quanto tali, ma i giovani come generazione. Una generazione “in rivolta” che è lo specchio del distacco tra la società e le istituzioni democratiche che versano, oggi, in una crisi profonda». Non è un caso, quindi, che gli studenti abbiano risposto «noi restiamo qui». «Noi restiamo qui perché vogliamo conquistare nuove opportunità per la nostra e le future generazioni. Noi restiamo qui perché non vogliamo che l’Italia venga privatizzata. Noi restiamo qui perché siamo già, di fatto, “oltre” il Ddl Gelmini: con le mobilitazioni diffuse in tutto il paese e che si sono unite alle altre lotte contro la crisi abbiamo preso parola, in generale, sul tema della società. Contro la privatizzazione dell’università, abbiamo reso pubblica la discussione su quale “altra” università ma anche su quale “altra” società». Per questo, anche se il Presidente Napolitano non fornisce risposta ai giovani che, come ha spiegato nel messaggio di fine anno, «si interrogano del loro futuro», sono i giovani stessi a tracciare il percorso: il 28 gennaio saranno in piazza, come già accaduto il 16 ottobre, con la Fiom. Perché «non è Napolitano a dover elaborare soluzioni: questo è un compito che spetterebbe al Governo o, almeno, alla politica» ci spiega Tito Russo. Ma se dal Governo non ci si può aspettare niente di buono sul fronte della partecipazione, «a preoccupare è la distanza tra le nostre istanze e l’opposizione politica a questo Governo: il Pd quando parla sembra mosso da tante buone intenzioni ma poi si perde in mille rivoli. E allora vorremmo capire se quello che dovrebbe essere il primo partito dell’opposizione sta con noi o è più preso dalla finta discussione parlamentare sul concetto di merito. Ma anche se sta con gli operai o con Marchionne». Inascoltati, precari ma determinati. «Ai problemi della nostra generazione dovremo rispondere noi stessi» concludono: «il movimento studentesco ha iniziato ponendo interrogativi. Quindi chiedendo ascolto. Ora stiamo fornendo le risposte. Stiamo viaggiando non su un piano inverso o contrario a quello del Governo, ma semplicemente su un altro piano. Un piano che porta in piazza le risposte, insieme alle persone». Un piano che ha, in qualche modo, “contagiato” lo stesso Presidente della Repubblica. Le parole usate nel messaggio di fine anno assomigliano molto a quelle al centro della discussione avvenuta in Quirinale lo scorso 22 dicembre in occasione dell’incontro con la delegazione del movimento studentesco. «Napolitano pone al centro del dibattito politico – ci spiega Eleonora Forenza, responsabile università del Prc – il rischio che, in questo scenario di crisi economica e democratica, il silenzio al quale è condannata questa generazione privi l’Italia e l’Europa intera di crescita, di sviluppo, di futuro. Contemporaneamente, però, denuncia la sordità del Governo alle proposte e alle esigenze della stessa generazione. Il problema centrale, quindi, è quello della democraticità del nostro sistema politico che vive di scelte calate dall’alto che non fanno altro che aumentare il distacco tra istituzioni e società». E allora, l’unica strada per invertire la rotta è proseguire con il “contagio”. Per questo, il miglior augurio da parte degli studenti per il nuovo anno che si aprirà all’insegna della prosecuzione delle lotte con lo sciopero dei metalmeccanici «è di continuare sul contagio iniziato negli ultimi mesi del 2010».
in data:03/01/2011
martedì 7 dicembre 2010
Scandaloso nuovo aumento delle tasse universitarie. Insopportabile il silenzio del Rettore. Rifondazione e Giovani Comunisti in piazza con gli student
COMUNICATO STAMPA
OGGETTO: Scandaloso nuovo aumento delle tasse universitarie. Insopportabile il silenzio del Rettore. Rifondazione e Giovani Comuniste/i in piazza con gli studenti.
Ieri 6 dicembre 2010, il Senato Accademico e il Consiglio d'amministrazione dell'Università di Catania hanno approvato il documento di programmazione finanziaria dell'ateneo, annunciando un ulteriore aumento delle tasse universitarie per il prossimo anno accademico.
È scandaloso che dopo un aumento del 20% nel 2010 del contributo degli studenti al bilancio d'Ateneo, gli organi superiori dell'Università decidano per il 2011 un nuovo aumento delle tasse. Ma è ancor più raccapricciante che i suddetti organi diano la colpa di tali provvedimenti al Governo Nazionale senza muovere un dito per bloccare il taglio di risorse all'istruzione e per fermare una Riforma universitaria che peggiorerà di molto le condizioni economiche dell'Ateneo.
Il Rettore scappa dalle proprie responsabilità dicendo che la politica non può entrare negli organismi dell'Università. Noi chiediamo invece con che logica il massimo dirigente dell'Ateneo di Catania possa ricoprire un importante carica politica come quella di Presidente dell'UDC siciliana.
Occorre che il Rettore, Antonino Recca ed il Senato Accademico mettano immediatamente in atto azioni per impedire il nuovo taglio di risorse e bloccare la Riforma Universitaria. Altrimenti si renderanno complici dello smantellamento dell'Università di Catania e della selezione classista che si produce con aumenti delle tasse ed esami d'ammissione a pagamento.
Rifondazione Comunista e Giovani Comuniste/i sono impegnati da mesi nella lotta per l'Università pubblica contro la Riforma insieme al Movimento Studentesco Catanese e continueranno a chiedere le dimissioni del Rettore fin quando continuerà il suo insopportabile mutismo e il suo conflitto d'interessi.
Pierpaolo Montalto – Segretario Provinciale Rifondazione Comunista
lunedì 29 novembre 2010
Ora o mai più. Tutte/i le/i Giovani Comuniste/i scendano in piazza e creino conflitto.
Oggi un grido di rabbia si è innalzato in Italia. Un vento di rivolta sta soffiando nei luoghi del sapere ed ha invaso i tetti, le strade e i palazzi del potere. Nei licei di Palermo, nelle facoltà di Catania, sui tetti di Messina, nelle strade di Roma, Torino, Milano, Pisa. Ovunque ci siano studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori vi è protesta. Una protesta radicale, forte, senza paura, senza compromessi.
Per anni ci siamo detti e ripetuti “bisogna fare come in Francia, come in Grecia”. Oggi possiamo dirlo: “si faccia come in Italia!”. Si assalti il Senato della Repubblica, la garçonnier del Presidente del Consiglio. Si blocchino le scuole e le università. Si salga sui tetti, si blocchino le stazioni.
Chi immaginava che la Riforma dell’Università potesse passare indisturbata in Parlamento, chi pensava che bastassero quattro spiccioli per placare la rabbia del mondo dell’istruzione pubblica, chi era convinto che saremmo stati più interessati alla vita privata di Berlusconi che alla crisi sociale del Paese, alle vicende di Fini piuttosto che al nostro futuro, oggi ha una risposta: non stiamo in silenzio, non deleghiamo a nessuno, ci prendiamo ciò che ci spetta.
Alla rabbia degli studenti il ha risposto, come sempre, con la repressione. Daniele e Mario sono stati fermati dalla polizia, decine di studentesse e studenti sono state/i ferite/i. Noi non ci fermiamo. E la nostra lotta è anche per la loro immediata liberazione.
Occorre immediatamente, in queste ore calde, annullare ogni impegno, saltare qualsiasi lezione, disertare ogni compito ed ogni esame. Oggi per difendere il nostro futuro occorre essere in piazza, in facoltà o a scuola ad occupare, su un tetto a resistere.
Già oggi le/i Giovani Comuniste/i sono state/i presenti in ogni piazza, sopra ogni tetto. Ma se niente si sta muovendo nelle nostre città o nei nostri paesi, diventiamo noi promotori e scendiamo in strada.
Non possiamo, questa volta, permetterci di stare solo a guardare. Non possiamo limitarci a commentare ciò che accade. Immediatamente protagonisti del nostro futuro!
Questa battaglia occorre vincerla e c’è bisogno di tutta la nostra rabbia e di tutto il nostro entusiasmo.
MATTEO IANNITTI
Esecutivo Nazionale Giovani Comuniste/i
24 Novembre 2010
Strutture fatiscenti, palestre chiuse,edilizia scolastica ferma da anni. Il nostro gruppo consiliare domani in piazza a Catania
In provincia di Catania non si costruiscono nuove strutture scolastiche dalla fine degli anni 80. I nostri studenti continuano ad usufruire di edifici scolastici "precari" e "pericolosi", che spesso sono sprovvisti dei regolari certificati sanitari. Si continuano a pagare "fitti" alle gerarchie ecclesiastiche per usufruire di edifici che non possono garantire sicurezza a chi li frequenta giornalmente. Solo nel comune di Acireale la provincia spende 1.300.000 euro per pagare i fitti di edifici di proprietà della chiesa! Non sarebbe stato più logico spendere le stesse cifre per nuove costruzioni anzichè continuare ad alimentare le casse della chiesa? Oggi ci troveremmo con strutture pubbliche idonee e con una spesa pubblica minore.
Il nuovo anno scolastico è iniziato ormai da mesi, e migliaia di studenti vivono nella precarietà più assoluta. Gli studenti dei "futuri" Polivalenti di Mascalucia, Palagonia e Bronte anno dopo anno crescono di numero e non hanno nessuna certezza sulle strutture che verrano loro assegnate.Restano dei progetti sulla "carta" che rischiano di non trovare realizzazione futura. Alcune scuole scoppiano, basti pensare che all'istituto "Vaccarini" di Catania mancano 15 classi per garantire il regolare svolgimento delle lezioni. Molte scuole non possono usufruire delle palestre e delle aule magne perchè "inagibili". Emblematico il caso dell'istituto "Gemmellaro" di Catania che si ritrova la palestra chiusa da 6 anni! Potremmo citarne tantissimi di questi casi.
Infiltrazioni d'acqua e cedimenti di muri, allagamenti di intere classi e parti di edifici chiuse per inagibilità, mancanza dei più basilari interventi di manutenzione sono la "normalità" che caratterizza la stragrande maggioranza degli istituti superiori della provincia di Catania. Proprio in questi giorni l'Ipsar di San Michele di Ganzaria sta manifestando un disagio sempre crescente per l'allagamento di intere aree dovuto alla mancanza di interventi manutentivi.
L'attuale ammnistrazione provinciale ha ereditato dagli ex presidenti Musumeci e Lombardo una situazione disastrosa. Lombardo nella costruzione del consenso elettorale a "tutti i costi" ha guardato più all'attivazione di decine di consulenze esterne inutili piuttosto che alla relizzazione di un piano di investimenti serio sull'edilizia scolastica. L'attuale presidente Castiglione ha pontificato su una ripresa degli investimenti sulla scuola, ma dopo quasi 3 anni dall'inizio della sua amministrazione non abbiamo visto nulla di concreto. Anzi abbiamo assistito all'attivazione di nuovi fitti per ospitare l'istituto d'arte di Catania alla modica cifra di 800.000 euro annui!
L'attuale assessore all'edilizia scolastica Ciampi non riesce a programmare interventi celeri e risolutivi, si "campa" alla giornata promettendo interventi che non arriveranno ai presidi che appogiano le lotte degli studenti. E' un continuo teatrino che va avanti da 3 anni, che inchioda l'attuale amministrazione alle proprie responsabilità oggettive.
Tra poco il consiglio provinciale di Catania sarà chiamato ad esprimersi sul bilancio 2011 e pensiamo che ancora una volta questa amministrazione guarderà più "alle feste e ai festini" con pseudo-artisti cialtroni, al mantenimento delle auto blu per assessori e dirigenti(3.000.000 di euro), alle prebende distribuite agli amici, piuttosto che guardare alla sicurezza nelle scuole e al diritto allo studio. La situazione sarà aggravata dal taglio delle risorse pubbliche agli enti locali pepetrato dal governo Berlusconi. Arriveranno alla provincia di Catania parecchi milioni di euro in meno, e come sempre il centrodestra penserà a tagliare "diritti" e mantenere "privilegi".
Martedì 30 novembre parteciperemo alla manifestazione indetta dal movimento studentesco catanese per fare anche noi la nostra parte. I palazzi, le amministrazione e le istituzioni hanno scavato un solco profondissimo con la società.
Noi non vogliamo essere loro complici!
Catania 29 Novembre 2010
I consiglieri provinciali
Valerio Marletta - Rifondazione Comunista (Federazione della Sinistra)
Antonio Tomarchio - Comunisti italiani (Federazione della Sinistra)
lunedì 8 novembre 2010
domenica 17 ottobre 2010
Governo di rapina…….Catania in rovina! Cacciamo Berlusconi ed i suoi ministri dalla città!
Martedì 19 Ottobre Berlusconi e molti dei rappresentanti del suo governo arriveranno in città per partecipare all’assemblea dell’unione delle province italiane.Il governo Berlusconi arriverà in una città travolta dagli scandali ...e dalle inchieste giudiziarie, in perenne crisi economica per decenni di saccheggio delle risorse pubbliche e mortificata dal malgoverno di una classe dirigente incapace e senza scrupoli.
Catania è la città dei debiti, delle piazze devastate, dei quartieri popolari abbandonati, del degrado e del malaffare, della disoccupazione, della precarietà,dei licenziamenti di massa e dello sfruttamento.
Il governo Berlusconi incontrerà gli amministratori locali e i dirigenti di un centrodestra primo responsabile della devastazione sociale e culturale del nostro territorio, ed assoluto protagonista della scena politica catanese grazie ad una capillare rete clientelare per il controllo del consenso elettorale ed al manifesto sostegno dei poteri criminali.
Catania invece si prepara ad accogliere il governo del massacro sociale, della guerra, dell’antimeridionalismo della Lega e della distruzione del sistema formativo pubblico.
Due anni di governo Berlusconi sono stati sufficienti a distruggere ogni residua garanzia per i diritti dei lavoratori. L’attacco al contratto collettivo nazionale, la precarietà come unica regola del mercato del lavoro, il sostegno alle scelte criminali di Confindustria, i licenziamenti, la mancata erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga ai braccianti agricoli, le delocalizzazioni sono il marchio di fabbrica del governo sul tema del lavoro.
A Catania arriva inoltre un governo ideologicamente ispirato dalla Lega che ha sferrato l’ennesimo attacco mortale al meridione imponendo il Federalismo.
Il federalismo aumenterà infatti ancor di più il divario tra il Nord ed un Sud che non potrà certamente mantenere solo con le proprie risorse scuola, sanità e servizi pubblici.
Berlusconi è anche il presidente del governo delle deportazioni dei migranti, dei nuovi Lager e della guerra permanente in Afganistan.
In Afghanistan si continua a morire ed il ministro La Russa “invoca le bombe” per massacrare nuovi civili innocenti e togliere ancora risorse a formazione, stato sociale e lavoro. La Sicilia rappresenta, con l’arrivo di nuovi micidiali armamenti a Sigonella, un avamposto della guerra permanente degli Usa e dei suoi alleati.
Il Governo Berlusconi si è reso inoltre responsabile dello smantellamento dell’istruzione pubblica italiana tagliando più di 10 miliardi di euro a scuola e università. Tagli che hanno prodotto l’annullamento totale del diritto allo studio e il più grande licenziamento di massa della storia del nostro Paese, con 150 mila docenti e personale ATA che hanno perso il posto di lavoro.
Scendiamo tutte e tutti in piazza a Catania martedì 19 Ottobre per una grande manifestazione popolare!
Concentramento ore 09:00 Piazza Roma
Conclusione a Piazzale Asia - Ciminiere
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martedì 28 settembre 2010
Il 29 Settembre ed il 6 Ottobre Rifondazione Comunista in Piazza ! Due importantissime iniziative della SiNISTRA IN LOTTA !
Mercoledì 29 Settembre e Mercoledì 6 Ottobre a Catania Rifondazione Comunista organizza due importantissimi momenti di dibattito , lotta politica e libero divertimento .
Mercoledì 29 Settembre la Sicilia che dice no al Ponte incontra i compagni Aquilani . Dalle 18,00 al Cortile CGIL di Via Crociferi L'ltalia delle cricche e delle mafie da L'Aquila al Ponte sullo Stretto...Percorsi di Resistenza al Regime di Berlusconi. Ore 18 ASSEMBLEA-DIBATTITO con Salvo Scuderi – Segreteria Regionale PRC- Fed. CT , Antonello Mangano – Rete No Ponte , Federico Galletta – Officina Rebelde Catania Matteo Di Genova – Comitato 3,32 L'Aquila, Mimmo Cosentino – CPN Rifondazione Comunista-Fed. CT , Alberto Puliafito – Autore di “Comando e Controllo ” , Manuele Bonaccorsi – Autore di “Potere Assoluto” Ore 21 PROIEZIONE & CENA SOCIALE Comando e Controllo di Alberto Puliafito Racconto corale, lucido e puntuale, della deriva autoritaria della gestione del potere in Italia attraverso le emergenze e le trasformazioni avvenutenegli ultimi anni nel Dipartimento Nazionale della Protezione Civile , sarà presente il regista. Ore 22 CONCERTO Zona Rossa Crew LIVE La Posse del centro sociale “Case Matte”de L'Aquila.
Mercoledì 6 Ottobre dalle 20,30 a Piazza Università " Una Serata per il Lavoro " Live : Lorrè , Jaka , Anzikitanza e tanti altri in uno straordinario concerto per raccogliere fondi per la manifestazione Fiom del 16 ottobre a Roma , dal palco interventi di Matteo Iannitti Coord.Gc , Valerio Marletta Consigliere Prov. Prc e Pierpaolo Montalto Segr. Prov. Prc e poi voce alle lavoratrici ed ai lavoratori con gli interventi di Rosanna Aiello Precaria della Scuola e Vincenzo Chianese RSU FIOM FIAT DI POMIGLIANO .
IL 2 TUTTE/I A MESSINA PER URLARE NO PONTE , IL 16 TUTTE/I A ROMA CON LA FIOM ! NESSUNA RESA LA LOTTA CONTINUA !
domenica 19 settembre 2010
Scordia, la palestra del «Majorana» sarà riaperta dopo oltre un anno
A pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico, una buona notizia giunge per i 750 studenti che frequentano il liceo scientifico "Ettore Majorana". Presto sarà riaperta la palestra rimasta chiusa da più di un anno, a causa del rischio di crollo di un muro di contenimento adiacente alla stessa palestra. Dopo i primi lavori apportati dalla Provincia sull'area pericolante, è stato redatto un progetto per un importo di 70 mila euro per la risoluzione definitiva del problema. A confermare la notizia è il consigliere provinciale del Pcr, Valerio Marletta, che è anche componente della commissione pubblica istruzione e che sulla questione ha presentato due interrogazioni consiliari: «Abbiamo sollecitato l'assessore Giovanni Ciampi, affinchè venga velocizzato l'iter burocratico per l'inizio dei lavori. La riapertura della palestra è già una buona notizia, ma bisogna intervenire celermente per mettere in sicurezza l'intera area dove sono previsti i lavori». Martedì scorso gli addetti dell'ufficio tecnico della Provincia hanno effettuato un sopralluogo nei locali della scuola ed hanno dato ampie garanzie sulla sicurezza della palestra e sulla sua immediata riapertura, confermate anche dal servizio edilizia scolastica e dallo stesso assessorato.
Interventi immediati sono previsti anche per una scala di emergenza in ferro che sarà messa in sicurezza, mentre rimane ancora interdetta un'ampia area del cortile dove ha ceduto il muro di contenimento e che non può essere utilizzata dagli studenti per le attività sportive. Un problema più volte segnalato alla Provincia ma che, almeno per il momento, non potrà essere risolto.
LORENZO GUGLIARA
19/09/2010
mercoledì 15 settembre 2010
Rifondazione Comunista chiede rispetto per i lavoratori e le lavoratrici che puliscono le nostre scuole .
Considerato che lo stesso Ministero si è espressamente impegnato a coprire eventuali disavanzi se non eccessivamente onerosi , circostanza da escludere con certezza in Provincia di Catania alla luce dei dati forniti dalle Organizzazioni Sindacali , condanniamo la colpevole inerzia di tutte le Istituzioni coinvolte e le pratiche assolutamente illegittime di datori di lavoro e dirigenti scolastici che rischiano di produrre un ennesimo disastro sociale nel nostro territorio.
Rifondazione ricorda , inoltre , che i lavoratori dovrebberero essere ancora tutelati dai contratti siglati con le ditte esterne e mai oggetto di modifica sia rispetto alle ore lavorative , sia rispetto alle retribuzioni dovute , e che un unico contratto d'appalto non può avere applicazioni ed interpretazioni diverse in virtù dello zelo di singoli dirigenti scolastici perarltro privi di qualsiasi legittimazione giuridica .
Chiediamo pertanto l'immediato ripristino delle regole che disciplinano gli appalti storici e il rispetto dei diritti dei lavoratori mortificati da inaccettabili incompetenze e da criminale disinteresse .
Pierpaolo Montalto Segretario Provinciale P.R.C 380/4514236
Valerio Marletta Consiglere Provinciale P.R.C 328/6340528
Campagna di Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti: Stanno distruggendo l'Istruzione pubblica.
da due anni il Governo Berlusconi, attraverso il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, sta pian piano distruggendo tutto il sistema pubblico d'istruzione, dall'asilo all'università. Come? Tagliando indiscriminatamente fondi, circa 8,5 miliardi di euro in tre anni.
Gli effetti di questi tagli penalizzeranno tutte e tutti. 150.000 persone, tra insegnanti e personale ATA, sono state licenziate. Chi frequenterà le scuole superiori avrà meno ore di lezione e classi molto più numerose. Non tutti gli studenti diversamente abili avranno insegnanti di sostegno e molte scuole per garantire i minimi servizi saranno costrette a chiedere contributi diretti ai genitori, alla faccia della scuola pubblica e gratuita sancita dalla Costituzione. Chi poi vorrà continuare gli studi si troverà davanti a un'università inaccessibile: da un lato ci sono i numeri chiusi in tutte le facoltà, che comportano l'obbligo ad eseguire un test (a pagamento) per entrare. Dall'altro lato, a causa dei tagli voluti da Berlusconi, le tasse universitarie stanno raddoppiando e molti non potranno più accedere all'Università.
Dicono che c'è la crisi e quindi è giusto tagliare. Ma allora perché il Governo italiano spende 16 miliardi di euro, il doppio dei soldi tagliati a scuola e università, per comprare 131 cacciabombardieri da guerra? Non è forse più importante investire sul futuro delle giovani generazioni piuttosto che sulla guerra?
Occorre da subito avviare una protesta capillare, a partire da ogni scuola e facoltà universitaria, che coinvolga studenti, genitori, insegnanti, personale ATA, e che dica: no ai tagli, no ai licenziamenti.
Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti sono accanto a tutti coloro che stanno intraprendendo questa battaglia !
DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLO STUDIO E AL LAVORO
sabato 28 agosto 2010
Rifondazione e Giovani Comuniste/i affianco ai lavoratori dell'istruzione in lotta. Il 31 agosto tutte/i in piazza.
Rifondazione e Giovani Comuniste/i affianco ai lavoratori dell'istruzione in lotta. Il 31 agosto tutte/i in piazza. Costruire un fronte unico di lavoratori, studenti e genitori contro lo smantellamento dell'istruzione pubblica.
Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti sostengono con forza la lotta, iniziata due anni fa, dei precari della scuola e di tutto il mondo dell'istruzione e annunciano la loro presenza alla manifestazione indetta dal Coordinamento Precari Scuola che si terrà martedì 31 agosto, dalle ore 9, di fronte l'Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditorato) di Via Coviello a Catania.
I tagli all'istruzione pubblica voluti dal Governo Berlusconi che colpiscono parimenti scuola e università e stanno causando l'espulsione dal mondo del lavoro di migliaia di precari, provocheranno, già a partire da quest'anno, un abbassamento complessivo dell'offerta formativa e della qualità dell'istruzione. A farne le spese saranno migliaia di famiglie private di qualsiasi mezzo di sostentamento e tutti gli studenti di scuole e università che si troveranno davanti una formazione sempre più scadente e sempre più costosa. Basti pensare all'esclusione dalla scuola, a causa della riduzione degli insegnanti di sostegno, degli alunni diversamente abili e all'aumento vertiginoso delle tasse universitarie.
Fa riflettere l'assoluta indifferenza del Governo e dell'opposizione parlamentare al dramma che vivono migliaia di lavoratori e l'intero sistema formativo italiano. È inquietante che l'Assessore Regionale Centorrino, esponente del Partito Democratico, oggi contestato sotto la Prefettura di Catania, piuttosto che difendere la scuola siciliana , si presti a squallide ed inutili passerelle in compagnia del sottosegretario Pizza; passerelle funzionali solo a far apparire un'attenzione in realtà inesistente ed inefficace.
Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti ribadiscono il loro appoggio al movimento in difesa dell'istruzione pubblica e si adopereranno al fine di rafforzare la lotta unitaria di scuola e università, una lotta che deve vedere coprotagonisti docenti, personale ATA, studenti, ricercatori e genitori.
Unici obiettivi da conseguire sono l'immissione in ruolo di tutti i precari e il ripristino della qualità del Sistema Formativo pubblico. Per questo non è pensabile, come propone il Governo Regionale, una ricollocazione dei precari in ruoli diversi dall'insegnamento e dalla gestione delle scuole. Occorre immediatamente applicare l'Autonomia regionale che consente, da subito, il reintegro di tutti i precari.
Matteo Iannitti – Coordinatore Giovani Comuniste/i, responsabile scuola e università Rifondazione Comunista
Pierpaolo Montalto – Segretario Rifondazione Comunista
venerdì 28 maggio 2010
«Mutuo di sei milioni per il Polivalente»
La proposta è stata ufficialmente presentata, con un emendamento, dal consigliere provinciale Valerio Marletta, che ha ottenuto, con il consenso dell'Ap e dei gruppi di maggioranza, il passaggio della previsione dei lavori dal n. 200 al n. 86 del piano triennale delle opere pubbliche.
Sarebbero ormai maturi, secondo l'esponente del gruppo Idv-Comunisti, i tempi per il completamento dell'iter burocratico: «Le modalità dell'intervento finanziario saranno adesso ribadite nelle commissioni Pubblica istruzione e Bilancio. La questione dell'edilizia scolastica, che persiste da oltre un decennio nel territorio palagonese, sarà affrontata dall'assessore provinciale alle Politiche scolastiche, Giovanni Ciampi».
Le condizioni degli attuali edifici scolastici - situati in piazza Dante e nelle vie Battisti e Pitagora - non sarebbero funzionali alle reali esigenze dell'utenza scolastica, che frequenta i corsi Igea (ex Tecnico commerciale), Scientifico (indirizzo socio-psico-pedagogico) e Classico. Il numero degli studenti, peraltro, continua a lievitare ogni anno per le iscrizioni dei ragazzi di altri centri.
Per Marletta «non è più differibile l'inizio dei lavori di costruzione di una struttura moderna, che potrà assicurare, in ambienti sicuri, lo svolgimento delle attività didattiche ed extradidattiche. Il polivalente potrebbe ampliare, inoltre, l'offerta futura dei corsi scolastici. All'assessore Ciampi, che ha già ottenuto i primi riscontri favorevoli dell'amministrazione, chiedo di dare una risposta positiva alle aspettative legittime della comunità».
LUCIO GAMBERA